Allarme tumori: il pembrolizumab si può usare anche per polmone, melanoma, linfoma di Hodgkin e vescica

L’Aifa ha allargato l’uso del farmaco pembrolizumab per altri 4 tipi di tumore.

L’Aifa ha allargato l’uso del farmaco pembrolizumab ad altri 4 tipi di tumori, così che si va ad allargare la schiera di pazienti che possono usare l’immunoterapia, ed esattamente i tipi di tumore che possono essere trattati sono: polmone, melanoma, linfoma di Hodgkin e vescica. L’intento è quello di risvegliare il sistema immunitario e contrastare le cellule cancerose per combattere il tumore anche nella fase precoce.

Andiamo a vedere l’effetto del medicinale pembrolizumab per questi 4 tipi di tumore

Sono stati fatti degli studi che hanno confermato come negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante con il trattamento dell’immunoterapia, che presuppone un uso ben preciso di alcuni farmaci. Questa nuova scoperta di usare la molecola per il trattamento immunoterapico dello pembrolizumab, che già viene usato per tumori all’esofago, alla testa-collo, stomaco e rene, sono state riconosciute dall’Aifa e dagli oncologi in quanto è stata riconosciuta la reattività e l’innovazione.

Una delle nuove funzioni di questo farmaco che ha dato un buon risultato, è usarlo insieme alla chemioterapia per chi ha un tumore al polmone, dimostrando con ottimi risultati di allungare la vita del paziente e non aumentando la tossicità, di conseguenza questo nuovo farmaco o da solo o in combinazione con altro farmaco, riesce a dare risultati positivi.

Il pembrolizumab può essere usato sia per il tumore uroteitale, interessando così la vescica e sia per il melanoma del terzo stadio. Il connubio immuno-oncologia ha dato ottimi risultati per il tumore in fase metastatica; questo trattamento riduce di molto sia il rischio di recidiva e va a migliorare e non di poco la sopravvivenza del soggetto, guarendo addirittura una grossa percentuali di pazienti che ormai vedevano finita la loro vita.

Per quanto riguarda invece il linfoma di Hodkin per il 30% dei pazienti che non risponderanno alle terapie normali potrà essere utile il nuovo trattamento.


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