Andare in pensione: fase 1 domanda di preavviso, fase 2 domanda di pensionamento

Per andare in pensione bisogna rispettare due fasi che si intrecciano fra loro: fase 1 domanda di dimissione; fase 2: domanda di pensionamento.

Sulla domanda di pensione e sull’attesa della finestra mobile per Quota 100 sono tanti i dubbi e soprattutto come fare per conciliare i due periodi. Abbiamo più volte affermato che chi decide di uscire dal lavoro per accedere alla pensione Quota 100 deve attendere una finestra mobile di tre mesi per i lavoratori del settore privato e di sei mesi per i lavoratori del settore pubblico. In questo periodo di finestra  non è obbligatorio lavorare, ma chi decide di attendere i tre/sei mesi senza continuare il lavoro, non percepirà né l’assegno pensionistico né la retribuzione lavorativa. Scopriamo come fare rispondendo ai nostri lettori. 

Pensione Quota 100: l’attesa della finestra si configura in una consulenza?

Buongiorno,

l’estensore dell’articolo proponeva quindi di continuare a lavorare per non trovarsi senza stipendio e senza pensione per tre mesi dall’invio della domanda di pensionamento.

Bene, questo è chiaro ma come si combina con il fatto che chi va in pensione con quota 100 deve dare le dimissioni per fare la domanda di pensionamento ?

Per capirci: fase 1 dare preavviso di dimissioni;  fase 2: inviare domanda all’INPS per pensione quota 100

(Quale lavoro si delinea allora? Una consulenza ?

Grazie, attendo una risposta.

Dal preavviso alla domanda di pensionamento: basta fare due calcoli

La domanda di pensione può essere inviata prima che si esaurisca la finestra richiesta dalla maturazione dei requisiti. La decorrenza della pensione sarà comunque non prima della fine del trimestre o semestre della finestra mobile. La pensione, una volta maturata la finestra, decorrerà dal mese successivo alla presentazione della domanda a condizione che il rapporto di lavoro sia cessato.

Nella fase 1: preavviso di dimissione per pensionamento può calcolare il tempo di uscita in modo da continuare a lavorare e percepire uno stipendio, nello stesso periodo può dare esito alla fase due se ha maturato i requisiti (inoltro domanda di pensionamento), ed è solo dopo l’attesa della finestra mobile, quando il rapporto di lavoro cesserà, dal mese successivo lei percepirà l’assegno pensionistico.

Va ricordato che la quota 100 prevede il divieto di lavoro, ad eccezione del reddito di rapporto di collaborazione non continuativa pari a tetto massimo annuo di 5.000 euro lordi annui. 

Compio gli anni a giugno quando posso presentare la domanda di pensione Quota 100?

Buonasera, vorrei sapere se e possibile quando posso fare domanda per andare in pensione con quota 100   il 22 06 2020 compio gli anni   ho già maturato 39 anni e 6 mesi di contributi. Grazie

Risposta. Anche in questo caso lei può scegliere di presentare domanda di pensionamento alla maturazione dei requisiti e attendere la finestra di tre mesi (dipendenti privati), sei mesi (dipendenti pubblici) senza assegno e stipendio.

Oppure, può continuare a lavorare nel periodo della finestra mobile considerando nella lettera di dimissione anche il periodo di finestra. La domanda di pensionamento la può presentare dopo la maturazione dei requisiti, quindi, il giorno dopo il compimento dell’età.


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”