Anticipo TFS: il Governo ha raggirato 230mila pensionati

Anticipo TFR o TFS: il Consiglio di Stato, nella seduta dedicata all’esame del decreto per il Tfr, ha espresso il suo parere, dilazionando ulteriormente i tempi.

Nei primi giorni dello scorso dicembre, in verità non lodevolmente, a motivo di un inammissibile ritardo, e con pubblica ma inopportuna soddisfazione del Ministro competente, espressa con toni trionfalistici in risposta a un lettera aperta di un lettore di “Notizieora”, il Dicastero della Pubblica Amministrazione trasmetteva al Consiglio di Stato lo Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante il “Regolamento in materia di anticipo del TFS/TFR, in attuazione dell’articolo 23, comma 7, del decreto-legge 28 gennaio 2109, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26”.

Per i non addetti ai lavori, si rammenta che l’organo giuridico suddetto, costituzionalmente previsto all’art. 100, stabilisce testualmente che “Il Consiglio di Stato è organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell’amministrazione”. 

Ciò premesso, si evince con lapalissiana chiarezza che, tra gli altri suoi compiti, vi è quello di esprimere pareri su atti normativi del governo o di ministeri, schemi di contratti-tipo, eccetera, resi “entro 45 giorni dal ricevimento della richiesta” e che “decorso tale termine l’amministrazione può procedere indipendentemente dall’acquisizione del parere(art. 17, co. 27, l.127/1997)”.

Alla luce di quanto testé affermato, esso si è espresso, finalmente, giorni addietro.

Il suo responso, un passo verso la conclusione dell’anticipo del Tfr per i “quotacentisti” e per gli altri pensionati della pubblica amministrazione, giusto decreto summenzionato, era spasmodicamente atteso dai predetti poveri ex lavoratori, che, illusi, avevano creduto, dal 28 marzo 2019, data di conversione del decreto, che prevedeva tempi di definizione della procedura di 60 giorni, di potere, entro l’estate 2019, incassare l’anticipo, malgrado gli interessi a loro carico. Campa cavallo che l’erba cresce! Altro che estate! Son passati l’autunno, l’inverno… passerà la primavera e, probabilmente un’altra estate. La celerità di questo nostro indefinibile Paese è, oramai, proverbiale e i poveri pensionati dovranno, quindi, rassegnarsi.

Difatti, il CdS, nella seduta dedicata all’esame del decreto per il Tfr, ha espresso il suo parere, Estensore il Consigliere Speziale e Presidente il dott. Volpe, dilazionando ulteriormente i tempi. Ecco l’esito:” la Sezione sospende l’espressione del parere in attesa degli adempimenti in motivazione”. Di quali adempimenti si tratta? Di una serie di legittimi rilievi tecnici di merito, che qui si omettono e che ritarderanno ancora per molto il completamento di questo provvedimento sul maledetto anticipo, a meno che il governo non proceda indipendentemente dallo stesso parere.

Hanno fatto bene, allora, altri pensionati, a rivolgersi ad istituti di credito per ottenere l’anticipo, pagando, però, di persona, cospicui interessi.

Nessuna indulgenza per gli esecutivi responsabili, quello precedente, Lega-5Stelle e l’attuale, 5S-PD-Leu, che hanno turlupinato disgustosamente 230mila pensionati.

Se ne ricorderanno, i pensionati e le loro famiglie, quando si tornerà a votare o meglio, quando sceglieranno di non votare, astenendosi dalla inutile manifestazione del voto perché, da decenni, i ceti popolari non hanno più rappresentanza dei loro interessi, da qualunque parte essi si voltino.

 Prof. Donato Ricigliano, San Fele (PZ)

È possibile leggere qui il parere del Consiglio di Stato: Anticipo TFS: Parere Consiglio di Stato su emendamento


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