Anticipo TFS: interessi da restituire, ecco come funziona

Anticipo TFS o TFR per i dipendenti pubblici: calcolo e restituzione interessi, come funziona? Analizziamo cosa prevede la normativa.

L’anticipo del TFS per i dipendenti pubblici è stato approvato lo schema del DPCM che regola l’erogazione. Il Trattamento di fine servizio o di fine rapporto sarà erogato sottoforma di prestito dagli enti bancari con un tetto massimo di 45 mila euro. Il 3 ottobre è stata elaborata la scelta delle banche aderenti, ma non è stato pubblicato da parte degli enti nessun elenco, la misura al momento è ferma. Molte le domande dei lettori che pervengono in redazione sul calcolo dell’interesse da restituire. Cerchiamo di capire come funziona l’anticipo TFS rispondendo anche ai nostri lettori.

Anticipo TFS  e calcolo interessi

Raggruppiamo qui tre quesiti dei nostri lettori in quanto vertono tutti sulla stessa domanda:

1) Buon giorno ,alcuni giorni fa vi avevo chiesto chiarimenti su come saranno suddivisi gli interessi calcolati sulla somma del TFS, come ha ripetuto più volte il ministro Salvini che il 95% era a carico dello Stato mentre il restante 5% a carico del richiedente. Tutto questo è vero? grazie.

2) Buonasera! Sono un pensionato del pubblico impiego sin dal 01-012019. Ovviamente non ho ancora percepito il Tfs. Se tutto va bene ho intenzione di chiedere l’anticipo. Vorrei sapere con certezza se, dopo ottenuto, esso viene recuperato mensilmente dalla pensione oppure sarà’ recuperato totalmente al momento che per legge , quindi fra 16 mesi, che mi viene erogato.  Grazie, è gradita una risposta.

3) Gentilmente .visto che non si sta capendo nulla. E non ho capito nienteeeee ….vi chiedo specificamente come prendere e cosa fare …per percepire il T.F.S  quota 100 ….mia moglie impiegata comunale andata in pensione dal 1° agosto 2019….39 anni servizio e  62 e 10 mesi di età……mi date chiarimenti e notizie precise…..e come potere sapere quanto è a che la  somma. Come fare  grazie….nessuna sa niente…

Rispondiamo ai nostri lettori analizzando la misura nel dettaglio, ricordiamo che al momento non è possibile aderire in quanto la misura è ferma, si è in attesa dell’emanazione dell’elenco delle banche aderenti alla misura.

Beneficiari dell’anticipo TFS

Possono accedere all’anticipo del TFS o TFR i dipendenti della Pubblica Amministrazioni che accedono alla pensione sulla base dei requisiti individuati dall’articolo 24 del DL 201/2011 – Legge Fornero, che prevede l’accesso: con 67 anni di età o con la pensione anticipata (42 e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età anagrafica) o con la pensione anticipata Quota 100 (62 anni di età e 38 anni di contributi), sebbene siano andati in pensione prima del 29 gennaio 2019 (D.L. 4/2019).

Certificazione dell’ente erogatore

Per poter accedere alla misura di anticipo TFS/TFR in vigore con il DL n. 4/2019, il lavoratore dovrà all’ente erogatore della buonuscita la certificazione del diritto all’anticipazione. L’Inps pubblicherà l’elenco degli enti erogatori, appena la misura sarà operativa.

Dopo che l’ente erogatore avrà rilasciato al lavoratore la certificazione, questi potrà rivolgersi ad un istituto di credito aderenti all’accordo quadro sottoscritto tra ABI e Ministro del Lavoro, dell’economia e della pubblica amministrazione.

L’istituto bancario dovrà verificare la sussistenza dei requisiti per poter dare esito positivo all’anticipo. Il prestito sarà erogato dagli istituti di credito entro 15 giorni.

Il Dpcm fissa un tempo massimo tra la data di presentazione della domanda della certificazione e la data di accredito in 75 giorni.

Contratto di finanziamento

L’anticipo TFS costituisce un vero e proprio contratto di finanziamento. Il rimborso del TFS o TFR è effettuato in base alla disciplina della cessione di credito, e avviene direttamente dall’ente erogatore mediante versamento alla banca.

Il finanziamento potrà essere rescisso anche anticipatamente con oneri a proprio carico per l’estinzione anticipata, che potrà essere totale o parziale.

Tassi di interesse

L’anticipo del TFS non è a costo zero, prevede un tasso d’interesse annuo a carico del soggetto finanziario comprensivo di eventuali oneri. Il finanziamento sarà esente da imposta di bollo e dall’imposta di registro e da qualsiasi imposta di registro, diritto o tributo.

Il beneficiario dovrà pagare gli interessi agevolati alla banca, che sono fissati mensilmente dall’ultimo Rendistato pubblicato dalla Banca Italia, gravato dallo 0,30 per cento. Inoltre, nel Dpcm vi sono le modalità di attivazione e funzionamento del Fondo di garanzia statale, che interviene nel caso in cui l’ente erogatore sia impossibilitato a rimborsare alla banca l’importo dell’anticipo TFS o TFR.

Agevolazione aliquota Irpef

Il Dpcm disciplina l’anticipo TFS e prevede una riduzione dell’aliquota Irpef. La riduzione è applicabile alle somme percepite a titolo di anticipo fino a 50.000 euro. Questa misura è già prevista per tutti i pensionati con Quota 100 (Decreto-legge 4/2019) a seconda dell’entità temporale dello slittamento.

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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”