Anticipo TFS pensionati quota 100: la colpa è dell’INPS?

Ancora rabbia per i ritardi sulla presentazione della domanda di liquidazione del TFS anticipato: ancora non ci sono risposte su lista banche e decreto.

I pensionati con quota 100 della pubblica amministrazione sono arrabbiati: la quota 100, infatti prevede un notevole ritardo nella liquidazione del TFS e proprio per questo la normativa che l’ha introdotta prevede anche la possibilità di chiedere un anticipo della buonuscita tramite un prestito concesso dalle banche che dovrebbero aderire ad un accordo tra INPS, MEF e ABI. L’accordo, ancora non fatto, doveva prevedere una lista di banche aderenti a cui inoltrare la domanda. I pensionati con quota 100, tra l’altro, anche richiedendo il proprio certificato TFS all’INPS stanno trovando grosse difficoltà proprio in virtù del fatto che calcolare  la data in cui il diritto alla liquidazione del TFS spetta è alquanto fumoso. 

Anticipo TFS quota 100: colpa dell’INPS?

Un nostro lettore, anche abbastanza arrabbiato, ci scrive:

Continuo a scrivere a Voi, ma vedo che le Vostre risposte sono datate e pare che nulla si veda all’orizzonte.
Leggo che molti neo pensionati statali con quota 100, si ritengono truffati dalla legge. Non è assolutamente così.
I veri insolventi per quanto riguarda la parziale erogazione del TFS non è colpa del governo ma dell’INPS.
E’ un ente che gioca sulla vita delle persone! Non sono in grado di fare i conteggi e il tempo passa.
Chi ha usufruito di quota 100 ha versato dei contributi per circa 40 anni e questi soldi li ha L’INPS!!!!!
Non sanno conteggiare la liquidazione? Che vengano licenziati in tronco.
Solo nello stato italiano succedono queste nefandezze.
L’INPS è dei LAVORATORI, non dei partiti.
Abbiamo bisogno di soldi per la nostra vecchiaia, per aiutare i figli, i nipoti.
Non scoppiamp tutti di salute. Mi hanno asportato tre tumori e ho il diabete insulinodipendente.
Ho 64 anni e prendo una pensione inferiore allo stipendio, ma mi serviva il TFS e Voi date risposte vaghe e sempre uguali.
Vogliamo date certe. Dove vanno a finire le nostre proteste? Siete in contatto con l’INPS.
Non possiamo neppure rivolgerci a una finanziaria e pagare gli interessi.
INPS rivoglio i miei soldi!

E’ doveroso premettere che noi non siamo in contatto con l’INPS, siamo un sito di notizie che cerca di dare anche assistenza ai lettori rispondendo (dove è possibile) alle loro richieste.

Date certe non ce ne sono semplicemente perchè il governo non sta andando avanti con l’accordo che porterebbe alla lista delle banche convenzionate e alla pubblicazione del decreto dopo il quale sarà possibile inoltrare domanda.

La colpa dell’INPS, certamente, è quella di non fornire la certificazione TFS per quei pensionati che vorrebbero chiedere, in autonomia e senza la pubblicazione del decreto in questione, il TFS anticipato alle banche (che già da anni lo erogano con tassi di interesse maggiori rispetto a quelli paventati dal decreto 4/2019). Il problema, come già descritto in un altro articolo è che soprattutto per i pensionati della quota 100 è difficile stabilire la data del diritto alla liquidazione del TFS.

La quota 100, infatti, prevede che l’attesa di 12 o 24 mesi per la liquidazione del TFS non decorre dalla cessazione del servizio ma dalla data in cui, ipoteticamente, avrebbero avuto accesso alla pensione con i requisiti della legge Fornero (o 67 anni di età o con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne). L’attesa, quindi, in alcuni casi, arriva a toccare anche i 6 anni.

Capisco la rabbia dei pensionati che non possono accedere alla propria buonuscita in tempi relativamente brevi, soprattutto dopo che era stato garantito questo canale di accesso privilegiato, ma sinceramente la colpa delle risposte vaghe non è nostra. Ci limitiamo a dire quello che trapela da esecutivo e INPS.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.