Decreto missioni: approvate le missioni internazionali 2020

La Camera dei Deputati ha approvato il Decreto sulle missioni internazionali 2020: oltre alla Libia i militari italiani saranno impegnati in Iraq e Sahel

Con l’approvazione del Decreto missioni, la Camera dei Deputati ha ufficialmente autorizzato tutte le missioni internazionali per l’anno 2020. Grande soddisfazione da parte del Governo, ma la maggioranza si divide davanti agli accordi libici. 

Decreto missioni: le missioni del 2020

In totale le missioni internazionali in cui saranno impegnati gli 8.600 militari italiani sono quarantuno in tutto il mondo. Dall’Afghanistan al Golfo di Guinea l’esercito sarà occupato nella difesa degli interessi nazionali e della stabilità internazionale. Con il recente voto alla Camera l’Italia ha ribadito la propria attenzione per il Mediterraneo, confermando gli impegni in Sahel. Proprio alla regione dello Sahel, territorio strettamente collegato al Nord Africa da una crescente precarietà dovuta al terrorismo jihadista e ai traffici illeciti, il Governo ha guardato con particolare attenzione. 

Il decreto missioni attesta, infatti, la necessità di una maggiore presenza politica e militare italiana sul territorio, per controllare più da vicino i flussi migratori orientati al Mediterraneo. Già l’apertura, fra il 2017 e il 2019, dei consolati italiani in Niger e Burkina Faso, due Stati simbolo del territorio, aveva fatto fronte all’esigenza di consolidare le relazioni politico-diplomatiche con in Paesi della regione. 

Dall’Afghanistan al Golfo di Guinea

Per quanto riguarda l’Afghanistan la Camera ha confermato l’invio di 800 militari per la missione della Nato, Nato Resolute Support. In Iraq, per contribuire alla Colazione internazionale anti-Isis, il Governo ha stanziato 1.100 unità, più una batteria missilistica Samp-T da schierare in Kuwait. 

Confermata anche la Missione bilaterale di supporto attiva in Niger, a cui l’Italia parteciperà con 290 miliari, 160 mezzi terresti e cinque mezzi aerei. Con due mezzi aerei e due unità navali 400 unità, i militari italiani saranno presenti anche nel Golfo di Guinea, con l’obiettivo di prevenire e contrastare la pirateria 

La questione libica

Non pochi malumori ha sollevato il dibattito con Tripoli. L’aula di Montecitorio ha sancito che l’Italia continuerà a finanziare le milizie libiche, come la Guardia Costiera, che si occupano di bloccare la partenza dei migranti dalle proprie coste. 

L’Italia, inoltre, parteciperà con 500 militari, tre mezzi aerei e un’unità navale alla missione dell’Unione Europea EuNavForMed Irini. L’obiettivo principale è far rispettare l’embargo di armi verso la Libia previsto alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. 


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