Art bonus: cosa è e chi può fruirne, scopriamolo

Cos’è l’Art Bonus, come funziona il credito d’imposta, chi può fruirne. Cerchiamo di capire come funzionano le erogazioni liberali dei nuovi mecenati.

L’art bonus è dedicato ai mecenati di oggi che vogliono mantenere il patrimonio artistico italiano per l’Italia del domani. Si tratta di un bonus che consente un credito di imposta del 65% sull’importo donato con erogazioni liberali ch vadano a sostegno del patrimonio culturale pubblico.

Art bonus quali interventi?

Gli interventi che si possono sostenere con l’erogazione liberale sono sostanzialmente di 3 tipi:

  • interventi che mirano alla manutenzione, al restauro e alla protezione dei beni culturali
  • interventi a sostegno di istituti e luoghi di pubblica cultura come fondazioni liriche, teatri ed Enti dello Spettacolo
  • Interventi volti alla realizzazione, al restauro e al potenziamento di strutture ed istitutzioni pubbliche dello spettacolo.

La lista degli interventi che si possono sostenere può essere visualizzata sul sito specifico dell’Art Bonus.

Se, invece, si vuol sostenere un intervento che non è presente nel portale dell’Art Bonus è possibile segnalarlo e attendere che venga approvato.

Art Bonus: la detrazione al 65%

L’Art Bonus è stato introdotto dalla legge 106 del 29 luglio 2014 e prevede, appunto, un credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura.

Tale credito di imposta viene riconosciuto a tutti coloro che effettueranno erogazioni liberali a sostegno dello spettacolo e della cultura pubblici ma non può essere applicato se si effettuano erogazioni liberali per beni culturali privati, anche se senza fine di lucro (compresi enti ecclesiastici).

L’Art Bonus, reso permanente dalla Legge di stabilità 2016, prevede che l’agevolazione fiscale del 65% di quanto erogato per sostenere la cultura e il patrimonio artistico possa essere recuperato come credito di imposta in 3 rate di uguale importo annuale.

Per titolari di reddito di impresa il credito di imposta può essere utilizzato in compensazione mentre per le persone fisiche che  dovranno fruire del credito nella dichiarazione dei redditi  si inizierà a fruire della prima quota nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui è stata effettuata l’erogazione.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.