Assegno di divorzio mensile o una tantum: quali diritti su pensione e TFR?

Quai differenze di diritto per gli ex coniugi divorziati che percepiscono assegno di mantenimento mensile e quelli che, invece, sono liquidati una tantum?

Quali diritti sul TFR e sulla pensione di reversibilità da parte del coniuge divorziato percettore di assegno divorzile e quali, invece, quelli dell’ex coniuge liquidato con una somma una tantum? Vediamo cosa stabilisce la legge in proposito e quali sono i diritti degli ex coniugi divorziati nei casi poc’anzi elencati.

Divorziati, TFR e reversibilità

Un nostro lettore ci scrive:

Buongiorno,

sono divorziato e risposato verso alla mia ex coniuge un assegno divorzile comprensivo di quote ai miei 2 figli. 
Posso proporre all’ex coniuge il versamento una tantum di una somma di denaro per non avere piú obblighi di mantenimento?. Nel caso l’ex coniuge accetti la mia proposta, può comunque vantare ulteriori diritti per esempio sulla reversibilità della pensione e/o il tfr?. Grazie e saluti
Paolo Favillini
P. S. Grazie per la risposta al mio primo quesito
 

Se uno degli ex coniugi divorziati dovesse venire a mancare alla sussistenza di determinate condizioni l’ex coniuge superstite avrebbe diritto alla corresponsione della pensione di reversibilità.

Per poter percepire la pensione di reversibilità l’ex coniuge divorziato deve percepire l’assegno divorzile versato con cadenza periodica (se nel momento del decesso il diritto all’assegno divorzile non sussiste, anche in caso di revoca, non spetta il diritto alla reversibilità. La pensione di reversibilità non spetta anche in caso di assegno di divorzio liquidato in un’unica soluzione una tantum.

L’ex coniuge, inoltre, non dovrà aver contratto altre nozze per aver diritto alla pensione di reversibilità e, soprattutto, il rapporto di lavoro da cui deriva il trattamento pensionistico deve essere iniziato prima della sentenza di divorzio.

Per quel che riguarda la liquidazione dei TFR al coniuge divorziato spetta una quota della liquidazione solo nel caso che sia percettore di assegno divorzile periodico (e non una tantum) e che non sia convolato a nuove nozze. In presenza di queste due condizioni, quindi, una quota del TFR maturato negli anni in cui il rapporto di lavoro da cui deriva la liquidazione è coinciso con il matrimonio.

Per quanto riguarda la proposta del versamento di una somma una tantum in luogo dell’assegno divorzile periodico, è possibile se entrambi i coniugi sono d’accordo rivolgersi al giudice per una nuova sentenza al riguardo: esistendo una sentenza pregressa che stabilisce il versamento di un assegno con cadenza mensile, infatti, non si può disporre diversamente se a intervenire a tal riguardo non è il giudice stesso. Il versamento della somma una tantum, infatti, deve essere disposta dal Tribunale per mettere fine alle questioni patrimoniali pendenti tra i coniugi.

in caso di versamento una tantum l’ex coniuge non può vantare diritti sulla pensione di reversibilità e sulla quota spettante di TFR. L’una tantum, tra l’altro, può essere disposto soltanto per le somme dovute al mantenimento dell’ex coniuge e non al mantenimento dei figli.

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Patrizia Del Pidio

Sono attualmente direttrice responsabile della testata online Investireoggi.it e collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it.Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.