Assegno invalidità legge 222 e civile, spetta nel pubblico impiego?

Assegno invalidità legge 222 e assegno invalidità civile, i dipendenti del pubblico impiego, posso fare domanda? Analizziamo la normativa vigente.

Ancora tanti i dubbi per i dipendenti del pubblico impiego sull’assegno invalidità ordinario e civile. Un lettore ci pone il seguente quesito: Io ho il 77%di invalidità, ho vinto tramite tribunale ed ho I 3 giorni al mese per me, lavoro all’Asp ed ho quasi 62 anni, prendo uno stipendio di euro 1.250,mi avevano acconsentito anche la pensione di invalidità di circa 289 euro, ma non posso prendere questi soldi, cosa dice la legge in merito? Non raggiungerò mai quota 100 neanche se lavoro fino a 67 anni, la mia domanda è: siccome avrò poco come pensione, potrò prendere i soldi di invalidità civile? Mi può rispondere a questa domanda? Cosa mi consiglia fare? A 67 anni avrò solo 31 o 32 anni di contributi, mi dica lei come e cosa posso fare, grazie

Assegno invalidità legge 222/1984

L’assegno invalidità è regolato dalla legge 222/194, è una prestazione economico assistenziale che può essere richiesta solo dai lavoratori del settore privato o automi. Per i dipendenti del settore pubblico che non riescono a svolgere le loro mansioni, è prevista la pensione di inabilità parziale o totale. La normativa prevede che i lavoratori possono essere dispensati dal servizio e ottenere la pensione di inabilità per qualsiasi attività lavorativa, per proficuo lavoro.

L’inabilità non deve derivare da una causa di lavoro, sono richiesti per poter inoltrare la domanda, un minimo di cinque anni di contributi, di cui almeno tre devono essere versati nei cinque anni precedenti alla domanda.

La domanda per la pensione di inabilità va inviata all’Asl o alla Commissione Medica di Verifica tramite il datore di lavoro.

In riferimento assegno di invalidità civile, si tratta di una prestazione a sostegno economico, infatti nel 2019 per poter fruire dell’assegno invalidità civile è richiesta una percentuale invalidante superiore al 74% e un limite di reddito da non superare pari a euro 4.906,72; l’assegno corrisposto è di euro 282,55.

Pensione anticipata

Lei, come sopra riportato, può fare domanda di pensione di inabilità (parziale o totale), esiste anche la possibilità di anticipare di cinque anni il pensionamento dall’età pensionabile, con la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA), che richiede un massimo di 20 anni di contributi. La Rita non è per tutti, come requisito di base, richiede almeno cinque anni versati in un fondo pensione. La domanda dovrà essere inoltrata direttamente al fondo di appartenenza. Se lei ha aderito ad un fondo pensione, può considerare anche questa forma pensionistica. Per maggiori approfondimenti può leggere qui la normativa: Pensione Rita, i nuovi requisiti 2018, i chiarimenti da COVIP

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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”