Assegno mantenimento all’ex coniuge: sospeso anche in caso di nuova relazione

Il diritto all’assegno di mantenimento viene meno nel caso l’ex coniuge si risposi, vada a convivere o instauri una nuova relazione stabile.

In sede di divorzio può capitare che all’ex coniuge più debole economicamente (solitamente la moglie) venga assegnato il mantenimento mensile da parte dell’altro ex coniuge. Fino a qualche anno fa i titolari di assegno di mantenimento che iniziavano una nuova relazione evitavano di sposarsi nuovamente proprio per non perdere la somma erogata dall’ex coniuge. Ma negli ultimi tempi la giurisprudenza ha cambiato orientamento al riguardo stabilendo che il diritto viene meno anche nel caso che si instauri una nuova relazione stabile.

Assegno mantenimento e nuova relazione

Partiamo dal presupposto che nessun ex coniuge è contento di continuare a mantenere l’altro anche dopo la conclusione definitiva del matrimonio con la sentenza di divorzio. Soprattutto se al titolare di mantenimento è andata anche l’assegnazione della casa coniugale.

Se, poi, l’ex coniuge nella casa coniugale va a vivere con il nuovo compagno l’ex che versa il mantenimento si potrebbe sentire anche sfruttato.

Per approfondire leggi anche: Assegno di mantenimento non è rendita parassitaria e non spetta all’ex coniuge che può lavorare

Ma se questo fino a qualche anno fa era la normalità ultimamente la Corte di Cassazione ha preso un diverso orientamento affermando che il diritto al mantenimento si perde non solo con un nuovo matrimonio, ma anche nel caso che l’ex coniuge vada a convivere con un nuovo compagno o instauri una relazione stabile.

Perchè questo cambiamento di rotta della Suprema Corte? I Giudici sono abbastanza chiari al riguardo: un ex coniuge decidere con chi andare a vivere e con chi instaurare una nuova relazione ma la responsabilità di come andrà il nuovo rapporto non deve essere posta in carico all’ex coniuge che versa l’assegno di mantenimento. Il rischio della nuova relazione, quindi, deve assumerlo interamente chi la instaura tagliando definitivamente i ponti con la vecchia relazione, per la quale si percepiva il mantenimento.

Avendo scelto con chi convivere si è deciso di costruire una nuova famiglia e i costi da sostenere non devono essere affrontati da chi versa il mantenimento. Anche il diritto alla casa coniugale in caso di nuova relazione si perde (discorso diverso, però, se nella casa coniugale vivono anche i figli nati dall’unione con l’ex coniuge, visto che in questo caso l’assegnazione della casa è ai figli).

In caso di nuova convivenza o di relazione stabile, quindi, il diritto all’assegno di mantenimento viene definitivamente revocato e non può essere ripristinato neanche nel caso la nuova relazione finisca.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.