Assegno mensile di assistenza: requisiti e domanda nel 2020

Assegno mensile di assistenza per coloro che hanno una riduzione della capacità lavorativa tra il 74% e il 99%, tra i 18 e 67 anni, ecco il reddito da considerare e come presentare la domanda.

L’assegno mensile di assistenza viene riconosciuto alle persone invalide civile, che hanno un’invalidità riconosciuta che va dal 74 per cento al 99 per cento. Questo non è l’unico requisito, bisogna anche non superare il tetto di reddito annuo lordo che nel 2020 è di 4.926,35 euro, a prescindere se siano redditi di lavoro o meno. 

Assegno mensile di assistenza: beneficiari

L’assegno spetta agli invalidi civile con un’età compresa dai 18 ai 67 anni e  una riduzione della capacità lavorativa di disabilità tra il 74 per cento e il 99 per cento. 

Reddito di riferimento

Nel calcolo del tetto di reddito sono considerati tutti i redditi di qualsiasi natura, soggetti ai fini Irpef, al lordo delle ritenute fiscali e oneri deducibili. Se si supera la soglia di reddito non si ha diritto all’assegno mensile di assistenza.

La normativa vigente chiarisce, che per avere diritto all’assegno mensile di assistenza, uno dei requisiti è quello di non svolgere attività lavorativa, certificando questa condizione tramite dichiarazione sostitutiva, da inviare annualmente all’Inps. Se variano le condizioni di diritto, bisogna inviare comunicazione all’Inps. 

L’assegno di assistenza è incompatibile con le pensioni dirette di invalidità, per invalidi di guerra e rendite Inail. L’interessato può optare per il trattamento economico più favorevole.  La domanda deve essere inviata all’Inps direttamente sul portale dell’ente oppure tramite patronato o soggetto abilitato. 

Comunicazione all’Inps

Il venir meno per effetto dell’aumento del reddito e quindi del requisito economico e di qualsiasi altro fattore che ne fa venire meno il diritto, deve essere comunicato tempestivamente all’Inps dall’interessato. Bisogna precisare che quando si presenta domanda di assegno, si assume l’obbligo di comunicare agli Organi competenti ogni variazione che dovesse sopraggiungere nella situazione reddituale tale da determinare il venir meno del diritto. 

Il termine per presentare la comunicazione della variazione del requisito contributivo è di trenta giorni dal verificarsi, per qualsiasi variazione non solo reddituale. La mancata comunicazione della variazione reddituale tempestivamente può dar luogo alla sospensione del beneficio e in alcuni casi la revoca. 

La comunicazione diventa importante per evitare conseguenze. L’Inps sospende il contributo appena riceve la comunicazione dall’interessato, ma il diritto viene meno, a partire dal momento in cui si è verificato la mancanza del diritto alla prestazione. 


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”