Assegno ordinario di invalidità e pensione anticipata, quando?

L’assegno ordinario di invalidità non permette l’accesso a nessuna forma di pensionamento anticipato, con l’eccezione della pensione di vecchiaia anticipata.

Per i lavoratori invalidi del settore privato e per i lavoratori autonomi sono previste diverse agevolazioni per accedere alla pensione. Non sempre, però, è possibile fruirne soprattutto se si dovesse essere titolari dell’assegno ordinario di invalidità, considerato una pensione a tutti gli effetti. Cerchiamo di capire.

Assegno ordinario di invalidità e pensione

Una nostra lettrice ci chiede:

Buongiorno,  nata il 12-02-1967 ho iniziato a lavorare nel 1986 e al 2011 ho maturato 28 anni di contributi, ho perso il mio ultimo lavoro causa infortunio (sul lavoro),al rientro dopo 2 operazioni e mesi di fisioterapia non ero più in grado di svolgere il mio lavoro, quindi licenziata per giusta causa. Purtroppo non sono più riuscita a rientrare nel mondo del lavoro, ora il patronato che mi segue ha sommato gli anni di lavoro alla mia invalidità del 75% e percepisco una specie di pensione minima 630 euro  circa che non mi permette di vivere degnamente,  vorrei sapere se fosse possibile usufruire di questi nuovi metodi pensionistici per incrementare le mie entrate.  Grazie in anticipo a chi mi risponderà.  

Molto probabilmente il patronato le ha fatto richiesta di assegno ordinario di invalidità, una pensione che spetta ai lavoratori che hanno una capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo (e di conseguenza spetta con invalidità pari o superiore al 67%). 

Se percepisce l’assegno ordinario di invalidità, premettendo che lo stesso è calcolato come la pensione sui contributi effettivamente maturati, purtroppo finchè ne è titolare non può accedere a nessuna forma di pensionamento anticipato poichè l’AOI si trasforma, al raggiungimento dei requisiti anagrafici e contributivi , in pensione di vecchiaia.

In ogni caso con 53 anni e 28 anni di contributi maturati, non avrebbe diritto ad alcun anticipo pensionistico, nessuna misura, infatti, pur tenendo conto della sua invalidità le permetterebbe l’accesso alla quiescenza.

Unica cosa che posso dirle, e che forse non sa, è che per i lavoratori invalidi con percentuale superiore al 74% (e quindi lei ci rientra) hanno diritto ad una maggiorazione contributiva pari a 2 mesi di contributi figurativi per ogni anno lavorato con i requisiti sanitari richiesti. Potrebbe, quindi, al momento del pensionamento sommare la contribuzione figurativa spettante al suo montante contributivo. Se, in ogni caso, la sua percentuale di invalidità dovesse aumentare e arrivare all’80% al compimento dei 56 anni potrebbe accedere alla pensione di vecchiaia anticipata per lavoratori invalidi.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.