Assegno unico alle famiglie: arriva il consenso della Camera

Primo si alla Camera per l’assegno universale alla famiglia, che prevede prestazioni per famiglie con figli a carico fino al compimento dei 21 anni.

Il Family Act ha preso il suo primo Si alla Camera. Il disegno di legge che intende favorire alla natalità si avvicina, pian piano alla sua approvazione portando, di fatto, ad essere più tangibile una misura che moltissimi cittadini aspettano, l’assegno Universale per i figli.

Assegno Universale per la famiglia

L’assegno universale per la famiglia che prevede l’erogazione di una prestazione alle famiglie con figli, si avvicina a diventare reale. La prestazione prevede una base fissa, corrisposta a tutte le famiglie che hanno figli a carico ed una quota calcolata esclusivamente sulle condizioni economiche della famiglia stessa.

Si tratta quindi, di una prestazione universale che spetterà, indipendentemente dal reddito, a tutte le famiglie che hanno figli per sostenere l’occupazione femminile ed incentivare la famiglie che non hanno figli ad averne.

Per la quota variabile dell’assegno unico alle famiglie potrebbe essere necessaria la presentazione dell’Isee, mentre, come abbiamo già detto, per la quota fissa essa sarà corrisposta a tutti indipendentemente dal reddito.

La prestazione sarà riconosciuta in misura piena per i figli con età compresa tra zero e 18 anni ed in misura ridotta per i figli maggiorenni fino a 21 anni a patto che siano a carico dei genitori e che si rispettino determinate condizioni che potrebbero essere vincolate al percorso scolastico, lavorativo, al fatto che i figli seguano tirocini o abbiano reddito troppo basso.

Si sta pensando, tra le altre cose, anche all’idea di permettere al figlio maggiorenne di percepire direttamente l’assegno spettante per favorire la ricerca dell’autonomia giovanile.

La misura, come già annunciato in precedenze, prevede delle maggiorazioni in caso di figli portatori di disabilità: la maggiorazione spetterà in maniera graduale, dal 30 al 50%, in base alla gravità e alla classificazione dell’invalidità del figlio. Per i figli disabili, in ogni caso, l’assegno spetta anche dopo il compimento dei 21 anni anche se a partire da tale età non spetterà più la maggiorazione riconosciuta in base alla gravità dell’invalidità.

In ultimo: l’agevolazione può essere fruita in due modi: o con l’assegno mensile, così come già avviene per gli assegni al nucleo familiare oppure come credito di imposta ricordando che la stessa spetterà anche ai percettori di reddito di cittadinanza.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.