Assegno unico per i figli a carico fino a 26 anni: erogato dal 2021?

Assegno universale per i figli: ecco da dove deriva il bonus figli fino a 14 anni e quando potrebbe entrare in vigore.

Era stato annunciato come una misura che poteva essere contenuta nel DL Rilancio, atteso a breve, ed era stato chiamato Bonus figli fino a 14 anni, ma in realtà si tratta dell’Assegno universale per i  figli, una misura contenuta in DDL sui figli a carico presentato in Senato a firma di 50 senatori del PD. La misura, ovviamente, non è stata ancora vagliata e approvata, anche a causa della crisi sanitaria ed economica che sta investendo il nostro Paese, ma cerchiamo di capire di cosa si tratta.

Assegno universale per i figli

Si tratta di un nuovo assegno unico per tutte le famiglie con figli a carico che prevede un importo di 160 euro per figli a carico con età compresa tra 0 e 18 anni. Per i figli con età tra 18 e 26 anni, invece spetterebbero 80 euro al mese.

Per i figli da 0 a 3 anni è previsto un assegno di 400 euro, supplementare, per coprire i costi di asili nido e baby sitter con dote ridotta fino al compimento dei 14 anni.

Il nuovo assegno universale, però, non si sommerebbe alla misure già in vigore per i figli e comporterebbe  l’abolizione di detrazioni per i figli a carico, bonus bebè, fondo per la natalità e premi alla nascita. Si tratta, quindi, di riunire in un unico assegno quello attualmente erogato con diverse misure ed estendo il beneficio, anche se in forma ridotta del 50% anche per i figli maggiorenni fino al compimento dei 26 anni (che generalmente rimangono a carico della famiglia o perchè studiano o perchè in ogni caso, non trovano lavoro).

Con l’eventuale introduzione dell’assegno universale dei figli a carico, quindi, bisognerà dire addio a diverse misure che attualmente danno ossigeno alle famiglie con prole. E non sempre la misura potrebbe essere conveniente.

A favore, però, la misura coinvolgerebbe un maggior numero di potenziali beneficiari spettando non solo  ai dipendenti con reddito limitato, ma anche a incapienti e ceto medio. Il disegno di legge prevede che il diritto all’assegno pieno spetterebbe alle famiglie con reddito fino al limite stabilito (che potrebbe essere di 30mila o 50mila euro), mentre si abbasserebbe a circa la metà per i nuclei familiari con redditi superiori a tale cifra.

Lo scopo dell’assegno universale è quello di abbassare, per le famiglie, il costo dell’infanzia e dell’adolescenza dei figli (e non solo per i primi anni come accade con il bonus bebè). Questo,  nel pensiero dei legislatori, dovrebbe incitare le giovani coppie ad avere figli o ad averne uno in più.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.