Assurda storia: portano la figlia leucemica in visita e vengono multati

Assurda storia: una famiglia porta a fare una visita di controllo alla figlia leucemica e vengono multati.

Questa è una storia un po’ assurda dal punto di vista umano, ma che sul piano legale ci può stare. Coinvolge una famiglia di Grosseto, composta da marito e moglie con due figli, Lorenzo di 11 anni e Milena di 8 anni. Vediamo cosa è successo.

Portano la figlia ad un controllo e vengono multati

Stiamo parlando di una famiglia di Grosseto composta da 4 persone, marito e moglie con un maschietto di 11 anni e una femminuccia, Milena, di 8 anni. Milena ha subito il trapianto di midollo osseo e, quando va a fare le visite di controllo, vuole solo la mamma con sé.

Milena non è una bambina, è una leonessa, giorno dopo giorno lotta contro questa brutta malattia, la leucemia, e quando va a fare le visite di controllo a Pisa da Grosseto, sono ben 160 chilometri, vuole solo la mamma; con lei accanto si sente più forte e tranquilla.

La mamma ha la patente, l’ha presa da poco e non ha mai fatto tratti lunghi e autostradali ed è per questo che è andata alla visita di controllo accompagnata dal marito e dall’altro figlio, che a soli 11 anni non era in grado di rimanere a casa da solo quasi per una giornata intera.

Milena ha subito il trapianto di midollo a dicembre all’Ospedale Santa Chiara di Pisa e per questo deve andare lì per le visite di controllo. All’andata è andato tutto ok, però al ritorno sono stati fermati dagli agenti della Polizia. Erano seduti marito e moglie davanti e i due ragazzi dietro.

Alla domanda della Polizia del perché fossero in quattro in auto la spiegazione è stata che la mamma, essendo neopatentata e non ancora pratica alla guida in determinate situazioni, ha preferito farsi accompagnare dal marito. Sono stati presentati i relativi documenti della visita fatta con il risultato del tampone, ma i poliziotti non hanno voluto sentire ragioni e hanno elevato il verbale di euro 553,33.

La parte umana direbbe: questa famiglia vive tutta nella stessa casa ormai da mesi, chi avrebbero potuto mettere in pericolo? Il capo famiglia è in cassa integrazione e la moglie non lavora, non sanno come pagheranno questo verbale; su Facebook si sono sfogati dicendo che questo è fascismo, il viaggio non è stato un capriccio, ma una necessità. I coniugi, tornati a casa, hanno messo la questione in mano ad un avvocato, che proverà a fare ricorso.

La cosa importante di questa storia è che anche l’ultima visita ha dato notizie buone e un ulteriore miglioramento della bambina.

 


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