Scongiurare l’aumento dell’Iva al 25,2% per far quadrare i conti

In che modo si arriverebbe all’aumento dell’IVA al 25,2% e come è possibile sterilizzare le clausole di salvaguardia?

La crisi di governo attuale ha posto l’Italia in una situazione abbastanza delicata. Ma quali sono effettivamente i rischi reali che tale crisi ci prospetta.

Non sappiamo ancora se si andrà di nuovo alle urne in autunno o se sarà un governo tecnico a prendere in mano le redini del Paese (in ogni caso Conte potrebbe cercare anche una nuova maggioranza che lo sostenga e il suo esecutivo sarebbe in regola lo stesso). In ogni caso le scadenze economiche che l’Italia è chiamata a fronteggiare rimangono e il punto cruciale del prossimo Def e della prossima Legge di Bilancio è quello di scongiurare l’aumento dell’Iva per il 2020.

Crisi di governo e aumento dell’Iva

L’aumento dell’Iva  sarebbe l’aspetto di maggiore impatto che coinvolgerebbe, tra l’altro, tutti i cittadini. I vari governi che si sono succeduti dal 2011 in poi hanno attuato delle misure nonostante il deficit impegnandosi a trovare le coperture finanziarie per far fronte ad esse. Se non si trovano le coperture finanziarie necessarie, però, il prezzo da pagare per il ripianamento del bilancio è l’aumento dell’Iva (e dei prezzi conseguentemente) dal 22% attuale al 25,2%.

Per sterilizzare quanto previsto dalle clausole di salvaguardia e scongiurare l’aumento dell’Iva sono necessari 23 miliardi di euro, sicuramente non reperibili così facilmente.

Il nuovo esecutivo potrebbe reperire i fondi necessari o tagliando servizi e spese oppure aumentando le tasse.

Colpendo l’Iva davvero tutti i cittadini, la responsabilità di questa mossa è davvero molto alta poichè l’aumento dell’Iva e dei prezzi colpirebbe indifferentemente e nella stessa misura sia i poveri che i ricchi (proprio per questo è sempre stata definita un’imposta iniqua).

Il problema principale, dunque, in questo momento è cercare di capire chi si farà carico di questo antipatico fardello insieme alla redazione della legge di Bilancio 2020.

Scadenze legge di Bilancio

Entro il 27 settembre il governo in carica deve presentare la nota al Def con previsione dei conti italiani, il rapporto deficit/Pil.

Entro il 15 ottobre poi, il progetto di bilancio (quindi una prima bozza delle prossima legge di Bilancio) deve essere inviato alla Commissione Ue a Bruxelles.

Entro il 20 ottobre deve essere presentata la manovra vera e propria che il consiglio dei ministri prima, e il Parlamento poi, dovranno approvare proponendo anche gli emendamenti correttivi.

Entro il 30 novembre Bruxelles darà il suo giudizio sulla Legge di Bilancio indicando anche la necessità di eventuali correzioni.


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instragram - Pinterest - Youtube

Redazione NotizieOra

Articoli redatti dai nostri esperti di Fisco, diritto ed economia.