Aumento pensione invalidi 100%: spetta anche dopo i 67 anni?

Spetta l’aumento della pensione di invalidità a chi ha più di 67 anni? Vediamo la risposta e la motivazione per capire chi può averne diritto o no.

La sentenza della Corte Costituzionale del 24 giugno scorso ha creato una palpitante attesa negli invalidi civili che rientrano nel diritto dell’aumento che porterà l’importo della pensione di invalidità da 286 a 651,51 euro mensili.

Quanto stabilito dalla Corte Costituzionale è stato recepito dall’esecutivo ed inserito nel decreto Agosto dopo che, però, era stato già anticipato dal premier Giuseppe Conte nella conversione in legge del Decreto Rilancio.

Aumento pensioni di invalidità

Un lettore scrive per chiedere: Sono invalido 100% e ho 68 anni, percepisco solo assegno sociale di € 458.00 (+ pensione di cittadinanza), volevo sapere se mi spetta qualche aumento. L’ISEE è quasi 0, non ho redditi e non possiedo alcun genere di mobili e immobili. Grazie 

L’aumento stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale e ratificato, poi, dal decreto Agosto, riguarda, purtroppo soltanto la pensione di invalidità civile degli invalidi totali.

Pur essendo lei, un invalido civile al 100% e pur rientrando, probabilmente, nei limiti di reddito imposti per poter ricevere l’aumento, lei non è percettore di pensione di invalidità civile poichè la stessa, al compimento dei 67 anni, si è trasformata in assegno sociale e questa misura non è interessata dall’aumento in questione e quindi, non le spetta.

L’aumento delle pensioni di invalidità, infatti, riguarda una fascia determinata di aventi diritto: ovvero gli invalidi civili al 100% con età compresa tra i 18 ed i 67 anni (in realtà l’aumento riguarda solo coloro che hanno età fino a 60 anni, visto che al compimento dei 60 anni l’integrazione scattava anche prima della sentenza della Corte Costituzionale).

Gli invalidi civili totali per avere la pensione di invalidità civile a 651,51 euro, in ogni caso, devono avere redditi personali pari o inferiori a 8.422,85 euro all’anno (14.396,72 euro se l’invalido è coniugato).

Sentenza della Corte Costituzionale

La sentenza in questione non è andata tanto ad intervenire sugli importi (definiti, tra l’altro, insufficienti per fare fronte anche alle più semplici esigenze quotidiane dell’invalido) quanto sull’età. L’incremento al miione, infatti, già previsto al compimento dei 60 anni, è stato esteso anche agli invalidi totali con età compresa tra i 18 e i 60 anni poichè, come giustamente fanno notare i giudici, i bisogni di un invalidi di 30 anni sono gli stessi di uno di 60 anni ed è stata considerata incostituzionale questa differenziazione.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.