Banca Mps: azioni a picco dopo il ritorno in borsa

Firenze, 29 Marzo 2018. In occasione del ritorno sul mercato dei titoli emessi e garantiti da Banca Mps avevamo suggerito agli “azionisti loro malgrado”, ex i portatori di obbligazioni subordinate, di vendere. Scrivevamo: Cosa fare? I portatori di obbligazioni subordinate sanno da tempo di trovarsi a – 50% o giù di lì, ma adesso arriva […]

Firenze, 29 Marzo 2018. In occasione del ritorno sul mercato dei titoli emessi e garantiti da Banca Mps avevamo suggerito agli “azionisti loro malgrado”, ex i portatori di obbligazioni subordinate, di vendere.

Scrivevamo:
Cosa fare? I portatori di obbligazioni subordinate sanno da tempo di trovarsi a – 50% o giù di lì, ma adesso arriva il molto poco simpatico momento in cui lo vedranno materialmente.

Il nostro suggerimento per il comune risparmiatore che si è visto assegnare le azioni in cambio dei bond subordinati è quello di vendere.

Torniamo sull’argomento, a dispetto del titolo, non per pubblicizzare quanto siano bravi i consulenti dell’Aduc ma per sottolineare come sui mercati occorra costantemente prendere la decisione più corretta anche se ciò vuol dire, come nel caso in questione, “concretizzare una perdita” del 50%.

In quel momento, vendere era la soluzione più logica. E sui mercati, come nella vita, occorre (occorrerebbe) prendere la decisione più logica, anche se la decisione vuol dire “concretizzare una perdita” del 50%.

Uno dei motivi per cui suggerivamo di vendere era: “Nel caso in cui le azioni scendessero ancora di prezzo in futuro, l’ulteriore perdita di valore potrebbe non essere riconosciuta in un eventuale giudizio poiché la scelta di mantenerle in portafoglio è stata del risparmiatore, e non è conseguenza diretta della conversione del bond in capitale”.

Ed ora sarà infatti molto difficile per i malcapitati che non hanno venduto rifarsi sulla banca, anche riguardo l’ulteriore minusvalenza conseguita sul mercato dopo la perdita dovuta alla conversione dei bond in azioni. La scelta di mantenere, come di vendere, era infatti demandata a loro e non alla banca.

Giuseppe D’Orta, responsabile Aduc Tutela del Risparmio

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori


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Redazione

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