Banche: credibilità economica e peso politico dello Stato

Banche, economia e Stato, un confronto diretto interessante, ecco alcune considerazione e confronto tra paesi

Nella giornata di ieri, ho avuto un interessante confronto con un dirigente che lavora in un ente grosso privato, per lo specifico nella agenzia dell’American Expres in Croazia, riguardante il sistema settore bancario e non solo. Nel discorso, facevo presente quello che sta succedendo a livello bancario per quello che riguarda il sistema di controllo sui conti correnti e sui cittadini. Chi legge da qualche mese questa rubrica, si ricorderà della mia lettera aperta riguardante un caso reale, qui il link: Conto corrente: la banca può autorizzare la chiusura all’improvviso, il caso reale, e l’ho esposto come esempio, spiegando che la ditta si limitava a partecipare ai bandi locali finanziati dalla UE o locali, per la realizzazione di progetti di utilità sociale.

Banche: possono decidere se aprire o meno il conto corrente 

Stranamente le sua reazione non è stata come me l’aspettavo. Il dirigente ha difeso la visione distorta che oramai queste istituzioni hanno nei confronti dei cittadini e delle imprese piccole e medie. In questi sistemi, settore bancario, assicurativo, agenzie di credito e sistemi Euro-burocratico, hanno ormai costruito un sistema di controllo sugli stessi stati membri, inserendo nei loro data base le zone denominate “off limites“.

Per meglio semplificare, alcune regioni o stati membri sono considerate come „regioni critiche“, per cui l’esempio citato sopra, le due società, non hanno potuto aprire i propri conti correnti, perché i fondatori erano siciliani. Per default, tale regione è considerata agli occhi delle istituzioni UE (leggasi: Parlamento, Commissione e BCE) zone a forte rischio di infiltrazione mafiosa, o altre organizzazioni criminali (Ne ho parlato apertamente anche in altri link su questo web-nwes).

La conclusione è stata; è giusto che l banche decidano, in funzione della “pericolosità“ della zona di origine dei fondatori, di non aprire il conto corrente ed impedire che tale società possa “inquinare“ un (altro) paese con infiltrazioni criminali, e che sia giusto che le banche abbiamo una loro politica per questo tipo di assicurazione.

Il problema, come da me riportato è che tale „politica“ è un facsimile per tutte le altre istituzioni bancarie, e qui finì il discorso.

Il sistema bancaria è il primo ad essere messo in discussione

Ora non volendo puntare il dito su ogni singola banca, faccio presente, che il sistema bancario è pieno di denaro di dubbia provenienza, e che la FMI (Fondo Monetario Internazionale), il Comitato di Basilea per il controllo delle organizzazioni bancarie, la BCE, l’ONU, la FATF (Financial Action Task Force), EBA, EIOPA, ESMA e via dicendo, hanno più volte bacchettato il settore bancario per il troppo “lavaggio“ di denaro, o di depositi presenti di dubbia provenienza.

Si parla di miliardi e miliardi. Le banche più esposte, sono quelle guarda caso, tedesche, danesi, delle repubbliche baltiche (scandali conosciuti bene dagli addetti ai lavori) e Olanda, aiutate dai loro stessi governi, per contro all’Italia gli fanno il pelo e contro pelo (chiuse bancarie incluse), con l’approvazione del governo. Ricordiamo che l’Olanda e il Lussemburgo, che tanto criticano l’Italia e i suoi cittadini, altro non sono che paradisi fiscali (la FIAT ha spostato in Olanda la sua sede, per non pagare tasse, ad esempio). 

Bisogna salvaguardare la dignità della persona

Ricordiamo che esistono le regole del buon senso che dovrebbero salvaguardare la dignità di ogni singola persona fino a prova contraria. Ricordiamoci che esistono delle leggi fatte sulla base delle costituzioni, delle normative che fanno funzionare uno stato in maniera democratica, che garantiscono il proprio cittadino.

Per prova contraria si intende: sentenze, derivate da attività giudiziaria, un decreto, atto legislativo ecc., che sentenziano se la persona è appartenente ad una organizzazione criminale, o terroristica. Altrimenti a cosa servono gli stati e la sua funzione esecutiva e giuridica? Quindi l’appartenenza ad uno stato, una regione, un luogo, non sono elementi da giustificare l’appartenenza ad attività criminali, o terroristiche, o quant’altro simile. Sappiamo che le organizzazioni internazionali, come l’ONU, l’Interpol e simili organizzazioni, non ché la NATO, indicano come stati “canaglie“ alcuni paesi, ma livello politico e non dei suoi cittadini. 

Ma purtroppo come accade, i cittadini di questi paesi, ne pagano le conseguenze. Proprio come accade in Italia, e nella fattispecie la Sicilia, ritenuta una sorta del sopra virgolettato, e la sua popolazione. Purtroppo non è l’unica.

Anche il dirigente sopra citato, per rafforzare la sua tesi mi faceva presente che spesso nelle TV di tutto il mondo le regioni meridionali d’Italia, la popolazione interviene ad aiutare i malviventi dagli arresti. Come non dargli ragione. Ma come gli italiani sanno, le ragioni sono ben altre. Ma purtroppo nel mondo ci vedono così.

Infatti in quel famoso video olandese, che è oramai storia, si vede un lavoratore olandese ricordare al suo premier di non dare i loro soldi ne agli italiani, ne agli spagnoli. Ma il governo italiano, che fa? Ebbene, in Italia vi sono molti politici che svendono il Bel Paese per la loro sudditanza fortemente filo- europeista. Guardate l’intervisa a Bersani su: La7 a proposito del video, e lo capirete da soli.

Purtroppo gli enti, le istituzioni, le organizzazioni assicurative, le banche ecc, estere, si basano proprio su questo creando un sistema di discriminazione economico e politico verso questi paesi, nella fattispecie l’Italia. Poi ci vengono a farci la morale sul razzismo e discriminazione sugli immigrati. Da che pulpito. Tralasciando i tromboni interni.

Banche: Italia e Europa

Detto ciò, ricordiamoci che l’Italia è contribuente netto in Europa, e versa il terzo per valore di PIL in percentuale, quindi miliardi in euro, alle casse della UE, mentre l’Olanda è la sesta, ma con percentuali molto minori (13,93, contro i 4,34). In più l’Olanda, grande amica della Germania è anche avvantaggiata sull’utilizzo dei fondi europei, che partecipando assieme a tutti i progetti possibili ed immaginabili ricevono miliardi. Ne so qualcosa, avendo partecipato a tali fondi e, basta vedere i grafici presenti nei siti delle varie organizzazioni UE.

Attualmente l’Italia si trova in una situazione molto difficile, per non dire pericolosa. La sua economia è ferma da più di 2 mesi, era già in recessione, e in questo periodo ha perso circa 120/140 mild euro al mese di fatturato. Ad oggi il governo ha solo fatto credito di firma e non è intervenuto nella stessa misura economia come è successo per la Croazia, e purtroppo tutto questo è figlia di una mancanza di lungimiranza da parte dei suoi governi precedenti (da Monti a Renzi).

Quello attuale è continuo conflitto tra gli alleati, vi sono espulsioni. La ripresa italiana sarà lunga e difficile. La sua economia ha già perso il 14% di export, e su alcuni prodotti fino al 28%. Il premier croato Plenković, ha già detto che la Croazia perderà il 9,4% del PIL (come scritto in questo articolo: Contabilità statale e privata: troppe diversità e criticità, la storia cosa insegna? ) per cui l’Italia come è logico e pronosticato dal Standard & Poors e JP Morgan, arriverà ad una perdita del 21%, e loro i conti li sanno fare. Anche Fitch (agenzia di reting francese) ha abbassato il reting italiano ad un BBB- (un gradino da „JUNK“ o spazzatura), e che stranamente lo ha dato in questi giorni con tre mesi di anticipo. Stranamente.

La credibilità passa dalle istituzioni

La credibilità di un paese passa quindi dalle sue istituzioni, e dalle scelte della sua classe politica. La sua economia rientra in questo modus operandi. A differenza del sistema Germania, che dietro a se vi è un’intero paese, la sua classe politica, la sua economia, la sua determinazione che la rendono forte. Ed è dell’altro ieri infatti la notizia che la sua corte costituzionale, conferma che sono loro a comandare in UE.

Infatti la corte costituzionale ha sancito in breve, che la Germania non accetta il sistema QE, e che la BCE non è una banca di ultima istanza e non deve comprare i titoli di stato dei paesi membri. Ha anche dato alla BCE di chiarire entro 3 mesi il perché lo ha fatto.

Un’arroganza senza precedenti, che è determinata dalla sua sovranità. E secondo me hanno pure ragione. L’Italia, al contrario ha svenduto la sua sovranità per un bene comune (sig!), ma a che prezzo. Abbiamo visto come come ci trattano, nonostante siamo la terza economia in UE. Addirittura gli olandesi ci disprezzano, e sono quasi un quarto dell’Italia come numero di abitanti. Ora la BCE ora ha due cose da fare:

1) continuare con il QE, quindi senza la Germania;

2) non compra più i titoli di stato.

Nel primo caso, se la Germania non Interviene a finanziare la BCE, gli scenari sono: o si rompe la UE oppure si formano due tipologie di UE, oppure una terza o quarta alternativa, che purtroppo solo gli analisti più esperti possono dirci. Essendo la Germania quella che è, ha facilità di trovare traditori negli stati meno sovranisti (Italia in primis). 

Per cui la credibilità di un paese passa anche per queste cose. L’Italia con il suo comportamento, ha dimostrato di essere succube della UE e dei poteri extra Italici. Non vuole farsi rispettare, a costo di distruggere se stessa. Ma li meritiamo noi questi governi? Eppure la Germania come l’Italia è uscita perdente dall’ultima guerra, ma a differenza di noi, i tedeschi non si piangono addosso.

Non sarebbe ora di reagire?

E.Fumagalli


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Edoardo Fumagalli

Nato in provincia di Bergamo, diplomato Perito agrario, ho intrapreso gli studi di architettura, poi trasferito in Croazia a metà degli anni novanta, dove ha studiato ragioneria. Ho fatto anche gli studi di economia e commercio, ma non ho conseguito la laurea, per via della impossibilità lavorativa (non abbiamo nessun tipo di scuole di sostegno). Fondatore e direttore di una società di supporto alle imprese estere per lo sviluppo di attività in Croazia, nel 1996, trasformato in società di ragioneria amministrativa, e fondatore di uno studio di consulenze fiscali, nata per la naturale trasformazione del sistema politico economico che si ha anche in Croazia. Iscritto nella camera dei commercialisti, ragionieri e consulenti fiscali, della Repubblica di Croazia al n. 92035833. Sono stato consulente e segretario nella Associazione di ortopedia italo-croata ICORA, organizzando meeting, congressi e creazione di una scuola internazionale di ortopedia, non chè consulente e segretario della associazione italo-croata ATT, per l'integrazione della Repubblica Croata in Europa e fondi europei, partecipando ai programmi, Central Europe, MED, Andrion, LIFE, interreg, IPA, quindi conferenze e meeting.