Bollette ogni 28 giorni. Il rimborso non lo vedremo mai!! Come si sviluppa e si consuma la beffa

Firenze, 21 marzo 2019. Il Consiglio di Stato si pronuncerà almeno il prossimo 21 maggio. Avrebbe dovuto farlo entro il 31 marzo sulla misura cautelare che sospende i rimborsi da parte di Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb per i giorni erosi ai consumatori con il meccanismo della fatturazione a 28 giorni, così come aveva […]

Firenze, 21 marzo 2019. Il Consiglio di Stato si pronuncerà almeno il prossimo 21 maggio. Avrebbe dovuto farlo entro il 31 marzo sulla misura cautelare che sospende i rimborsi da parte di Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb per i giorni erosi ai consumatori con il meccanismo della fatturazione a 28 giorni, così come aveva stabilito il Tar a novembre scorso. Motivo: non si conoscono ancora le motivazioni del Tribunale amministrativo regionale del Lazio.
Quindi le bollette tlc che avevano trasformato l’anno in 13 mesi dovranno ancora aspettare per eventualmente essere rimborsate. Eventualmente, perché niente è sicuro. Visto anche l’andazzo di questa vicenda, che ha tutte le caratteristiche di beffa per gli utenti. Prevenuti? Non più di tanto.

Queste le vicende (1) che ci spiegano come si sviluppa e si consuma questa beffa.
– marzo 2017. Delibera Agcom (121/17) vieta la fatturazione a 28 giorni per le offerte sul fisso, mantenendo la possibilità che continuino sul mobile (il 76% del traffico mobile è prepagato, quindi l’Agcom ritiene inutile un provvedimento in questo ambito). Entro 90 giorni i gestori avrebbero dovuto mettersi in regola.
– nessuno gestore lo fa!
– Agcom, con 4 delibere (497/17 per Wind Tre, 498/17 per Vodafone, 499/17 per Tim e 500/17 per Fastweb), multa le compagnie per 1,16 milioni di euro, imponendo anche lo storno dai giorni erosi dalla fatturazione che sarebbe dovuta tornare mensile a partire dal 23/06/2017.
– i gestori ricorrono al Tar del Lazio contro i provvedimenti Agcom. Viene congelata la restituzione automatica fino all’udienza di ottobre 2017.
– intanto il Parlamento approva la legge 172/2017 con cui vieta le fatturazioni a 28 giorni e impone ai gestori di tornare a quelle mensili in un periodo dal 24 marzo al 5 aprile 2018.
– a novembre 2018, il Tar del Lazio interviene nel merito e CANCELLA LA MULTA DI 1,16 MILIONI DI EURO, mantenendo i meccanismi di risarcimento con un bonus di giorni rispetto ai calcoli maggiorati.
– i gestori fanno ricorso al Consiglio di Stato. Che avrebbe dovuto decidere entro il 31 marzo, scadenza ora slittata grossomodo a fine maggio 2018.

Ammesso che il Consiglio di Stato decida a favore degli utenti, i rimborsi saranno di importi contenuti per questi ultimi, ma milionari per i gestori. Rimborsi che chissà quali meccanismi (tempi e denaro) verranno inventati per ottenerli…. Quanto se ne perderanno per strada? …  Ammesso che il Consiglio di Stato decida pro-utenti…. 
Intanto i soldi (tantissimi) sono stati incassati dai gestori, che li hanno usati come profitti e come partite di giro per le loro attività e con ritorni molto probabilmente più alti di quanto fossero questi introiti aggiuntivi. E, quand’anche fossero restituiti con gli interessi (legali), per i singoli utenti sarebbe un di più ridicolo. Questo per sottolineare come l’eventuale pronuncia del Consiglio di Stato a favore degli utenti, senza nessuna sanzione (ormai cancellata) sarebbe per i gestori come il FASTIDIO DI UN CAPELLO SU UNA GIACCA: li hanno incassati senza doverli pagare (come dovrebbe fare un comune mortale per un qualunque prestito), li hanno usati, ne hanno tratto profitto, casomai dovessero restituirli sarebbe sicuramente meno di quelli incassati …. operazione che, pur se riconosciuta illecita, avrà dato i suoi frutti. E quindi: avanti con la prossima operazione del genere!! Perché no?
Un meccanismo tritacarne per i diritti e per le tasche degli utenti, nonché ben architettato per incassi e utili dei gestori.
Allo stato dei fatti, l’unica arma che esisterebbe per farli pagare per il maltolto e farli desistere da simili progetti futuri, sarebbero multe non di importi fissi come quelli che esistono oggi, ma commisurate percentualmente ai bilanci (non agli utili), multe che non dovrebbero inoltre essere soppresse di fronte alla presunta disponibilità dei gestori di rimettere le cose come dovrebbero essere. Troppo severi? Suvvia, il meccanismo che abbiamo spiegato prima con l’uso di proventi illeciti (a costo zero) per ricavi leciti…. Non è una fantasia matematica di marketing sconclusionato, ma realtà quotidiana!! Perchè, riconosciuti colpevoli, non farglielo pagare?

Nel frattempo ci potrebbe anche essere una pronuncia di un’altra Autorità, l’Antitrust, che ha ipotizzato un cartello tra i gestori che si sarebbero messi d’accordo per questo tipo di prestiti a costo zero a danno degli utenti. Vedremo. Ma anche con l’Antitrust si pone il problema degli importi delle multe e della loro potenziale soppressione a fronte degli impegni di redenzione da parte dei gestori.
Siamo strani quando diciamo che siamo di fronte ad una beffa a danno di diritti e tasche degli utenti?

1 – ricostruite grazie a IlSole24Ore del 21/03/2019

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori


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Redazione

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