Bollette pagate, per quanto tempo vanno conservate e perchè

Per quanto tempo si devono conservare le bollette pagate e quando, invece, possono essere buttate? Vediamo i termini di prescrizione del pagamento delle utenze.

E’ bene chiarire al riguardo che non deve essere conservata la bolletta (o la fattura se così si vuol chiamare) ma la ricevuta di pagamento della relativa bolletta poichè quest’ultima è sufficiente, in caso di contestazione di pagamento non avvenuto, a dimostrare il contrario. La bolletta in sè, infatti, serve solo al consumatore per accertare i consumi e la spiegazione del dovuto. In ogni caso per capire a quale bolletta la ricevuta si riferisca di solito si spillano i due documenti insieme. Per quanti anni, però, vanno conservate le ricevute di pagamento e per quale motivo?

Conservare le bollette pagate

Perchè vanno conservate le bollette e le ricevute di pagamento? Se la società che eroga il bene o il servizio vi imputasse una morosità l’unico modo per dimostrare il contrario è provare che la morosità in questione non esiste presentando la ricevuta del pagamento. Se non si conservassero le ricevute e si venisse accusati di morosità non si avrebbe alcuna prova di aver pagato.

E’ bene sapere, però, che le ricevute di pagamento non vanno conservate per sempre (immaginate una vita di pagamenti quanto spazio occuperebbe!). Le ricevute vanno conservate solo finchè non interviene la prescrizione di quel pagamento poichè dopo il termine della prescrizione qualsiasi pretesa di pagamento non ha fondamento legale.

Chiedersi, quindi, per quanto tempo conservare le ricevute di pagamento è come chiedersi qual è il tempo di prescrizione delle bollette.

E’ bene, prima di proseguire, che per chi sceglie la domiciliazione bancaria non è necessario conservare le ricevute di pagamento poichè alle stesse è possibile risalire tramite l’estratto conto (attenzione se, però, cambiate banca prima dell’intervento della prescrizione). In caso di estinzione del conto corrente è necessario, quindi, stampare tutte le ricevute di pagamento non ancora prescritte.

Bollette luce: la prescrizione delle bollette della luce dal 2018 è passata da 5 a 2 anni e quindi, per le bollette pagate dopo il 1 marzo 2018 è necessaria la conservare le ricevute per 2 anni (da marzo 2020, quindi, potete iniziare a sfoltire quelle pagate dal marzo 2018).

Ma attenzione per le bollette pagate prima di tale data la prescrizione è di 5 anni: per pagamenti fino a febbraio 2028, quindi, la prescrizione è di 5 anni.

Canone Rai: il canone Rai da un paio di anni si paga nelle bollette dell’energia elettrica. La sua prescrizione è in 10 anni e per chi dovesse dimostrare di averlo pagato le bollette dell’energia elettrica vanno conservate, quindi, per 10 anni, almeno da quando è presente sulle stesse il canone Rai.

Bollette del gas: dal 1 gennaio 2019 anche la prescrizione del gas passa da 5 a 2 anni. Per bollette pagate fino al 31 dicembre 2018, quindi, è necessaria la conservazione per 5 anni, per quelle successive per soli 2 anni.

Bollette acqua: per l’acqua la prescrizione è passata da 5 a 2 anni dal 2 gennaio 2020. Le bollette dell’acqua pagate da quest’anno in poi andranno conservate per 2 anni, quelle pagate fino al 31 dicembre 2019, invece, andranno conservate 5 anni.

Le bollette del telefono, invece, hanno prescrizione in 5 anni e quindi, vanno conservate per tale periodo.

Per spese condominiali, rate del mutuo o di finanziamenti, canoni di locazione la prescrizione interviene in 2 anni e tanto, quindi, vanno conservate queste ricevute di pagamento.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.