Bollo auto: cosa fare in caso di prescrizione

Bollo auto non pagato da 3 anni: quando si verifica la prescrizione e come impugnare la cartella di pagamento entro 60 giorni

Molto spesso succede che un’automobilista si vede recapitare la richiesta di pagamento di un bollo auto dopo anni da quanto lo stesso è scaduto. In questo caso bisogna verificare che il debito non sia caduto in prescrizione, quindi non dovuto.  Con il termine Prescrizione si intende che il creditore passato un lasso di tempo non può più pretendere gli importi dovuti.

Bollo auto: quando cade in prescrizione

Quello che dobbiamo sapere è che il bollo auto cade in prescrizione dopo 3 anni dalla sua scadenza. I tre anni si calcolano a partire da 1° gennaio dell’anno successivo alla scadenza del bollo.

La prescrizione del bollo auto si può verificare in tre ipotesi diverse.

Prescrizione dell’avviso di accertamento del bollo auto

Il bollo auto è riscosso dalle regioni, fanno eccezioni però Bolzano e Trento che è affidato alle Province autonome, in Friuli Venezia Giulia e Sardegna invece la riscossione è gestita dall’Agenzia delle Entrate.

Il pagamento del bollo auto va effettuato entro il mese successivo alla sua scadenza, ma il termine di prescrizione viene calcolato dal 1° gennaio dell’anno successivo. Quindi il bollo che scade ad aprile del 2019 si prescrive entro dicembre del 2022.

Nel caso in cui in questo lasso di tempo il contribuente non riceve alcun avviso di pagamento, la tassa automobilistica non è dovuta. Quindi eventuali avvisi di accertamento successivi ai tre anni sono letteralmente nulli e si potrà contestare.

Quando si riceve l’avviso di pagamento fa fede la data di spedizione e non quella di recezione, quindi bisogna prestare molta attenzione che questa non cade prima dei tre anni. Se l’avviso di pagamento è stato spedito prima dei tre anni e consegnato qualche giorno dopo, l’atto è legittimo e non si può parlare di prescrizione.

Prescrizione della cartella di pagamento del bollo auto

Se, successivamente all’avviso di accertamento, il contribuente non paga l’importo dovuto, l’ente titolare del credito iscrive al ruolo gli importi del suo credito. Il ruolo viene trasmesso all’agente per la riscossione con l’incarico a quest’ultimo avvia le azioni esecutive (pignoramenti e fermi) contro il debitore.

Nel caso in cui la cartella esattoriale si riceve dopo tre anni dalla data di recezione dell’avviso di pagamento, anche in questo caso possiamo parlare di prescrizione. Infatti, l’avviso di pagamento interrompono il conteggio del termine di tre anni dalla data della scadenza, ma si riparte con il conteggio dalla data di recezione dell’avviso.

Dunque la prescrizione può avvenire tra la data di scadenza e quella in cui si riceve l’avviso di accertamento e tra la data di recezione dell’avviso e la data di recezione della cartella esattoriale.

Prescrizione cartella esattoriale bollo auto non impugnata

Un’altra ipotesi è quella che dopo la cartella di pagamento, il contribuente non versa alcun importo e nel giro di pochi mesi, ma a volte anche anni, l’agente per la riscossione avvia le azioni esecutive cioè il pignoramento o il fermo auto. Facciamo presente che tale misure vanno prese entro un anno dalla recezione della cartella, altrimenti va notificata un ulteriore cartella detta intimazione di pagamento. Se anche questa viene notificata oltre i tra anni dalla recezione della cartella esattoriale, l’importo richiesto è in prescrizione, quindi illegittimo. Anche in questo caso si può impugnare.

Cosa fare se il bollo auto è prescritto

Per poter difendersi da un bollo auto prescritto, la procedura è identica per tutte e tre le ipotesi su illustrate.

Nelle tre ipotesi, l’atto notificato è illegittimo per intervenuta prescrizione e può essere impugnato entro 60 giorni alla Commissione Tributaria Provinciale. Il ricorso può essere eseguito anche dal contribuente stesso, ma per il tecnicismo della materia è bene affidarsi a un professionista del settore.

L’atto di ricorso va notificato prima all’ente che lo ha emesso, quest’ultimo entro 90 giorni deve rettificare l’errore. In assenza di correzione, si può iscrivere a ruolo il ricorso presso la Commissione Tributaria e procedere con la causa.

Prima di attivare il ricorso e la mediazione si consiglia sempre di spedire un ricorso in autotutela, cioè fare richiesta di annullamento in carta semplice, inviata con raccomandata A/R o con posta elettronica certificata, con cui si fa richiesta di annullamento della richiesta di pagamento o lo sgravio della cartella.

Il ricorso va notificato all’ente titolare del credito e, in caso in cui si è ricevuto anche la cartella esattoriale, va inviato anche all’agente per la riscossione. La risposta deve pervenire entro 30 giorni, ma a volte succede che l’ente non riscontri la domanda avanzata dal contribuente. In questo caso bisogna sapere che l’autotutela non sospende i termini per fare ricorso, quindi bisogna essere tempestivi nel presentare il ricorso entro i 60 giorni richiesti dalla legge.

Bollo auto: quando si verifica la prescrizione e quando pagare


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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.