Bond Astaldi: i dilettanti allo sbaraglio e i ‘piranha del contenzioso bancario’

Firenze, 13 Dicembre 2018. Ci siamo già occupati dei conflitti di interessi presenti nel concordato Astaldi e di un comitato costituito da alcuni obbligazionisti i quali se ne sono accorti troppo tardi -e soltanto dopo averlo appreso da Aduc- trascinando con sé una marea di ignari compagni di sventura. I pasticci provocati da taluni “dilettanti allo […]

Firenze, 13 Dicembre 2018. Ci siamo già occupati dei conflitti di interessi presenti nel concordato Astaldi e di un comitato costituito da alcuni obbligazionisti i quali se ne sono accorti troppo tardi -e soltanto dopo averlo appreso da Aduc- trascinando con sé una marea di ignari compagni di sventura.
I pasticci provocati da taluni “dilettanti allo sbaraglio” sono continuati, e ancora non si fermano.
Per oltre un mese, ad esempio, alcuni membri del comitato hanno fatto “allegramente” circolare un file contenente tutti i dati completi degli obbligazionisti: nome, indirizzo, mail, banca, importo investito. Non solo: le mail inviate dal comitato presentavano gli indirizzi dei destinatari in chiaro, e non nascosti.
La “fuga di dati” prosegue ancora oggi, e ha colpito anche una nota Società di Gestione del Risparmio: dall’altra sera, tutta Italia ne conosce l’ammontare dell’esposizione nel bond Astaldi. 

Il risultato peggiore di tali enormi sbadataggini è l’aver attirato i sempre più numerosi soggetti che in Aduc definiamo come i “piranha del contenzioso bancario”. Sono infatti spuntati immediatamente fuori  “avvocati-avvocatini-avvocatoni, comitati-comitatini-comitatoni, consulenti di ogni genere, singoli e in gruppo, sfusi e a pacchetti”, che come loro abitudine non si sono fatti scrupoli ad utilizzare i dati personali degli obbligazionisti per proporsi. Il fenomeno è esploso negli ultimi anni, e sta assumendo proporzioni molto gravi specie dal lato dei pericoli che si corrono nell’affidarsi a personaggi poco seri e spesso poco preparati.
Non mancano società di consulenza a loro dire “specializzate nel recupero perdite da investimenti”. Una di queste si è proposta addirittura telefonando a tutti gli interessati, a uno a uno, giocando anche sulla confusione tra tutela nel concordato e rivalsa verso le banche negoziatrici.

La cosa assurda, non per noi che siamo abituati, è che alcuni obbligazionisti hanno pure abboccato, decidendo di affidarsi a soggetti che, come prima prova della loro “serietà”, hanno dimostrato di non rispettare la normativa sul trattamento dei dati personali. Magari queste stesse persone si lamentano delle troppe telefonate pubblicitarie che ricevono da parte di call center, mentre non si sono domandate come faccia uno sconosciuto a sapere tutto di loro e dei loro investimenti in banca. Finché ci saranno simili vittime, i “piranha” potranno prosperare.

Giuseppe D’Orta
Responsabile Aduc per la tutela del risparmio

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori


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Redazione

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