Bonus 100 euro in busta paga: a volte conviene rinunciare, ecco quando

Non sempre al lavoratore conviene percepire il bonus 100 euro in busta paga mensilmente, in alcuni casi è meglio rinunciarvi per non rischiare di doverlo restituire.

Dal 1 luglio il bonus Renzi di 80 euro in busta paga è stato sostituito dal bonus fino a 100 euro derivante dal taglio del cuneo fiscale. Come abbiamo scritto in precedenti articoli, il bonus spetterà nella misura di 100 euro per i lavoratori dipendenti con redditi compresi tra 8200 euro e 28mila euro.

Per redditi compresi tra 28mila e 35mila euro spetteranno, invece, 80 euro mensili con il taglio del cuneo fiscale. Per redditi tra 35mila e 40mila euro l’importo mensile spettante varierà, in misura decrescente, al crescere del reddito per azzerarsi definitivamente al superare dei 40 mila euro di reddito.

I redditi da tenere in conto per determinare il reddito complessivo bisogna tenere conto dei redditi da lavoro dipendente e dei redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente.

A chi conviene rinunciare al bonus 100 euro?

Come è accaduto anche per il bonus 80 euro in busta paga anche il bonus del taglio del cuneo fiscale deve essere restituito se ricevuto indebitamente (ovvero quando non spetta). 

In alcuni casi, quindi, conviene rinunciare al bonus e farselo erogare a conguaglio o a fine anno o nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo quando non si è sicuri se spetta e soprattutto in quale misura spetta.

L’incertezza sussiste per chi potrebbe avere redditi superiori ai 40mila euro ma anche per chi si trova a cavallo di due fasce di reddito.

Se un lavoratore oscilla di poco sopra o sotto i 28mila euro, infatti, rischia, in caso di superamento della soglia, di dover restituire la parte percepita indebitamente (se ad esempio ha percepito 100 euro mensili ma ne spettavano soltanto 80).

I problemi principali dovrebbero averli i lavoratori che prestano servizio per più di un datore di lavoro o per quelli che percepiscono redditi da lavoro dipendente ma anche redditi assimilati al lavoro dipendente per, magari, collaborazioni retribuite a ritenuta d’acconto.

In questi casi, piuttosto che rischiare di dover restituire, al momento del conguaglio, gli importi percepiti di bonus in misura intera o in misura parziale, conviene rinunciare a ricevere l’importo mensilmente in busta paga e scegliere di averlo, solo se spettante, solo al momento del conguaglio ed in unica soluzione.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.