Bonus affitti operativo: requisiti, codici tributo e come utilizzarlo

Da oggi operativo il credito di imposta per il bonus affitti utilizzando nell’F24 il codice tributo 6920. Vediamo a chi spetta e come utilizzarlo

Operativo da oggi il bonus affitti, l’aiuto economico che dovrebbe venire incontro alle esigenze di molte categorie di lavoratori maggiormente colpite dall’emergenza sanitaria COVID-19 e della relativa quarantena. Il credito di imposta spettante a chi ha pagato l’affitto del proprio locale commerciale (o comunque non ad uso abitativo) può essere Utilizzato a partire da oggi.

Bonus affitti la circolare dell’Agenzia delle  Entrate

Diffusa la circolare dell’AdE con i codici tributo istituiti per utilizzare il credito di imposta spettante (dal 30 al 60% di quanto pagato per gli affitti di locali a uso non abitativo per le imprese  che hanno subito una riduzione o un azzeramento delle entrate durante il Lockdown).

Con la risoluzione 32/E di oggi, 6 giugno, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per utilizzare il credito di imposta derivante dal bonus affitti.

Il codice tributo da indicare nell’F24 è il 6920, denominato “Credito d’imposta canoni di locazione, leasing, concessione o affitto d’azienda – articolo 28 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34”.

Il codice deve essere inserito nell’F24 nella sezione Erario nella colonna relativa a “importi a credito compensati”.

Il bonus affitti è stato pensato soprattutto per quelle attività commerciali che sono state costrette a chiudere del tutto come bar, ristoranti, alberghi e negozi al dettaglio non alimentari.

Le imprese potranno compensare con il modello F24, utilizzando gli appositi codici tributo, le imposte (il credito, però potrà anche essere ceduto).

A chi spetta il credito di imposta al 60%? Spetta per la locazioni di immobili a uso non abitativo

A chi spetta, invece, il credito di imposta al 30%? Spetta per canoni  di locazione per affitto aziendale.

Il credito di imposta spetta per le cifre versate a titolo di canone di affitto per i mesi di marzo, aprile e maggio ma solo nel caso che il canone di affitto sia stato realmente versato. In caso contrario il credito resta sospeso fino a quando il dovuto per la locazione non sarà saldato.

Se le spese condominiali sono comprese come voce unitaria nel canone di affitto, rientrano nel credito di imposta anche queste ultime.

Quali requisiti per il credito di imposta?

Il credito di imposta spetta solo nel caso che sia documentabile che il fatturato dei mesi di marzo, aprile e maggio sia inferiore di almeno il 50% rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente. Il diritto al credito, quindi, deve essere verificato per ognuno dei 3 mesi.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.