Bonus assunzioni: i paletti che rischiano di trasformarlo in un flop

Il bonus assunzioni, che dovrebbe incentivare e assunzioni a tempo indeterminato, rischia di essere frenato dai paletti imposti.

Pensato per dare nuova spinta alle assunzioni con contratto a tempo indeterminato, il bonus assunzioni rischia di rivelarsi un flop a causa dei paletti imposti. Per accedere agli sgravi contributivi, infatti, che spettano per chi assume con contratto a tempo indeterminato,  è necessario che l’impresa abbia un saldo occupazionale in positivo. Cosa significa? Cerchiamo di capire cosa prevede l’incentivo.

Bonus occupazione e paletti

Uno sgravio contributivo totale per sei mesi fa gola a molti imprenditori che hanno necessità di assumere. Esonero contributivo fino a dicembre per i nuovi assunti con contratto a tempo indeterminato che però sarà limitato al fatto che le nuove assunzioni devono portare un aumento del personale assunto (differenza tra lavoratori per ogni mese dall’anno con confronto con quelli in forza l’anno precedente).

In questo modo un imprenditore che assume nuovo personale per tamponare le perdite di chi, magari è andato in pensione, non aumentando i propri dipendenti è tagliato fuori dal bonus.

Si tratta di un paletto che rischia di frenare troppo i benefici che, invece, l’esonero contributivo dovrebbe portare nell’occupazione in Italia andando ad escludere troppi dall’incentivo.

Non solo bonus

Il sostegno al lavoro arriva nel decreto di agosto non solo con il bonus assunzioni ma anche con la previsione di proroga, per ulteriori 18 settimane, della cassa integrazione COVID-19 anche se sembra essere previsto, per il datore di lavoro, un contributo da pagare .

Sembrerebbero essere esclusi dal contributi da versare solo i datori di lavoro che possono dimostrare si aver subito perdite del fatturato superiori al 20%.

Per i datori di lavoro che hanno già fruito delle prime 18 settimane di CIG Covid ma non rientrano nella proroga, inoltre, è previsto l’esonero dal versamento del contributo CIG per 4 mesi ed in ogni caso fino al 31 dicembre 2020.

Potranno fruire delle ulteriori 18 settimane di cassa integrazione solo i datori di lavoro che hanno sfruttato le prime 18 settimane concesse dal decreto Cura Italia e dal Decreto Rilancio.

Dal decreto di agosto, poi, sarà prorogato anche il blocco dei licenziamenti, probabilmente fino alla fine dell’anno. Anche se inizialmente si era pensato di far viaggiare di pari passo la proroga cassa integrazione con quella del blocco dei licenziamenti, i paletti imposti per la fruizione della CIG potrebbero portare delle novità anche nel blocco dei licenziamenti.

In ogni caso, per capire effettivamente quali saranno le misure adottate ed in quale modalità è necessario attendere la pubblicazione della manovra estiva.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.