Bonus contributivo pari a 40 anni: trasformazione pensione di inabilità in pensione di vecchiaia

Bonus contributivo pari a 2080 contributi settimanali, circa 40 anni, nella trasformazione della pensione di inabilità in pensione di vecchiaia. La trasformazione non è automatica, bisogna fare richiesta, ecco tutti i chiarimenti.

Bonus contributivo pari a 40 anni per la trasformazione della pensione di inabilità in pensione di vecchiaia. La trasformazione non è automatica il pensionato deve fare domanda e i contributi figurativi maturati nella fruizione del periodo di pensione di inabilità non servono al calcolo. La pensione di inabilità e la pensione di vecchiaia fanno parte delle pensioni news del 2020.

Pensione di inabilità: la trasformazione non è automatica

La pensione di inabilità lavorativa non si trasforma automaticamente in pensione di vecchiaia come accade per l’assegno ordinario di invalidità. Per la trasformazione è necessario che il pensionato che ha maturato i requisiti di età e contributi per la pensione di vecchiaia, presenti regolare domanda all’ente. 

Trasformazione di pensione di inabilità a pensione di vecchiaia

Bisogna precisare che al fine del raggiungimento del requisito contributivo richiesto per la pensione di vecchiaia, nella trasformazione, non vengono considerati i contributi figurativi per i periodo di godimento della pensione di inabilità diversamente dall’assegno ordinario di invalidità (legge 22/194 art. 4 comma 4). 

La legge chiarisce che alcuni periodi di contribuzione figurativa può essere considerata sono se si verificano determinate circostanze, nello specifico: quando il lavoratore recupera la sua capacità lavorativa e viene meno il diritto della pensione di inabilità, in questo caso il titolare della prestazione avrà diritto all’accredito dei periodi di fruizione della pensione di inabilità come contribuzione figurativa. 

La giurisprudenza più volte è intervenuta in merito, in tal caso come per l’assegno ordinario di invalidità la contribuzione figurativa è riconosciuta solo per il diritto alla pensione e non per la determinazione della misura. 

Il bonus contributivo come viene calcolato?

Il sistema previdenziale italiano calcola l’assegno in tre modi diversi: retributivo, contributivo e misto. In linea di massima, la prestazione è calcolata sui contributi effettivamente versati. 

Abbiamo redatto tre guide sul calcolo dell’assegno in base al fattore temporale e alla modalità, che consigliamo di consultare:

calcolo retributivo

calcolo contributivo 

calcolo misto 

Per aiutare a conseguire un assegno più alto, esiste un bonus contributivo, come riporta il messaggio Inps . 219/2013, che prevede per le pensioni liquidate con il sistema contributivo o sistema misto, con incremento virtuale (nel limite massimo di 2080 contributi settimanali, pari a 40 anni) del numero di settimane intercorrenti tra la decorrenza effettiva della pensione di inabilità e il compimento dei sessanta anni di età.  

Questa contribuzione deve essere quantificata, considerando di base le medie contributive pensionabili in possesso del pensionato negli ultimi cinque anni e rivalutate ai sensi del Dl n, 503/1992. 

Assume molta importanza il coefficiente di trasformazione, che dovrà essere relativo all’età di 57 anni per coloro che hanno un’età inferiore. 


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”