Bonus mobili 2018: chi può farne richiesta e quando

Il bonus mobili anche per il 2018, l’Agenzia delle Entrate chiarisce chi ne ha diritto e quali sono le spese ammesse alla detrazione del 50%.

Il bonus mobili 2018, spetta solo se collegato a interventi di ristrutturazione edilizia iniziati a decorrere dal 1 gennaio 2017. È una condizione necessaria che sia realizzata una ristrutturazione edilizia per la quale si fruisce della relativa detrazione, sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre a destinazione residenziale.

Bonus mobili 2018: le novità dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il Bonus Mobili non è collegato a tutti gli interventi contenuti nel art. 16-bis del TUIR (riporta gli interventi ammessi alla detrazione) che consentono di ottenere la detrazione Irpef del 50% sulle ristrutturazioni edilizie fino al 31 gennaio 2018.

Interventi che danno diritto alla detrazione del 50%

Gli interventi edilizi ai quali sono collegate le detrazioni per il Bonus Mobili sono elencati  nella Circolare del 18/09/2013 n. 29 – Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Normativa .

La detrazione in esame è collegata agli interventi:

  • di manutenzione ordinaria, di cui alla lett. a) dell’art. 3 del DPR n. 380 del 2001, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale;
  • di manutenzione straordinaria, di cui alla lett. b) dell’art. 3 del DPR n. 380 del 2001, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;
  • di restauro e di risanamento conservativo, di cui alla lett. c) dell’art. 3 del DPR n. 380 del 2001, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;
    – di ristrutturazione edilizia, di cui alla lett. d) dell’art. 3 del DPR n. 380 del 2001, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;
  • necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, ancorché non rientranti nelle categorie precedenti, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • di restauro e di risanamento conservativo, e di ristrutturazione edilizia, di cui alle lettere c) e d) dell’art. 3 del DPR n. 380 del 2001, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro sei mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.

Interventi che non rientrano

Gli interventi indicati sono, quelli riconducibili alla realizzazione di opere edilizie propriamente dette e pertanto non rientrano ad esempio: gli interventi circoscrivibili, per semplificare, alla installazione di attrezzature, come quelle per la prevenzione ad atti illeciti  (sensori, spioncini, ecc – Circolare 10/E/2014)  e per gli interventi finalizzati al risparmio energetico (in questo caso è fatta salva la possibilità che questi siano riconducibili ad interventi, minimo di manutenzione straordinaria, quando rispondono al criterio della innovazione e alla finalità del risparmio energetico –  Circolare 11/E/2014).

Bonus mobili 2018 e interventi per il superamento delle barriere architettoniche

Per quanto concerne la realizzazione degli interventi per il superamento delle barriere architettoniche la condizione per accedere al Bonus Mobili è che questi siano realizzati con opere edilizie propriamente riconducibili alle categorie indicate dalla stessa agenzia di: manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.
Le precise circostanze devono essere appurate in ogni specifica situazione in relazione all’intervento edilizio, per questo è opportuno rivolgersi a professionisti e nel caso alla stessa Agenzia delle Entrate.

 


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Redazione NotizieOra

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