Bonus Renzi non erogato: che significa che sarà dato a conguaglio?

Perchè il bonus Irpef nel corso dell’anno può essere sospeso se il lavoratore presta minore attività e percepisce retribuzione minore? Scopriamolo e caiamo cosa succede.

Può capitare che il datore di lavoro sospenda l’erogazione del bonus Renzi ai suoi dipendenti poichè dall’imponibile Irpef si può supporre che non è più in possesso dei requisiti di diritto della somma. La sospensione dell’erogazione, in ogni caso, scatta in automatico per evitare che il dipendente, in sede di conguaglio, debba poi restituire le somme che gli sono state erogate indebitamente. Cerchiamo di capire.

Assegni familiari discontinui e bonus Renzi non erogato

Una lettrice, per conto del figlio lavoratore dipendente, scrive per chiedere:

Buongiorno ho da chiedervi alcuni chiarimenti. Mio figlio lavora  part-time con una  busta di 800 euro mensili. Percepisce  un assegno familiare per un bimbo minore ( a carico della madre del bimbo e  convivente con lei) con disabilità  di 168, 33 euro al mese. Ma ogni mese tale cifra viene sempre ridotta di  5 o 6 euro. Perché  questa riduzione?     Poi dal mese di Marzo 2020 il datore di lavoro non gli eroga il bonus ex Renzi. A Marzo ha lavorato 15 giorni, ad Aprile è  stato in cassa integrazione , Maggio e Giugno ha lavorato sempre tutti i giorni. A richiesta di chiarimenti gli hanno risposto che avendo lavorato poco non gli spettavano e comunque  ci sarebbe stato il conguaglio  a Luglio . Mi potrebbe dare una informazione più chiara Grazie.

Gli assegni al nucleo familiare per i lavoratori part time spettano in misura piena solo qualora l’orario lavorativo settimanale sia almeno di 24 ore. Se le ore lavorative sono meno di 24 l’assegno al nucleo familiare viene erogato in maniera ridotta. 

Potrebbe essere che nel caso di suo figlio venga ricalcolato in base alle ore settimanali medie lavorate nel mese.

Per quanto riguarda il bonus Renzi, invece, spetta per redditi da lavoro compresi tra gli 8200 euro e i 26.600 euro annui. Se il lavoratore, alla fine dell’anno ha guadagnato meno di 8200 euro, risultando incapiente, è costretto a restituire le somme erroneamente erogate nelle buste paga nel corso dell’anno.

Proprio per questo motivo, un mese dopo l’altro, il datore di lavoro è chiamato a fare una proiezione di quelli che sono i guadagni annui del lavoratore erogando il bonus solo quando tali proiezioni affermano che il bonus gli spetta.

Nel caso di suo figlio che in alcuni mesi ha lavorato meno e in altri è stato in cassa integrazione (con retribuzione minore alla solita) il datore di lavoro ha sospeso l’erogazione del bonus per non fargli correre il rischio di doverlo, poi, restituire in sede di conguaglio di fine anno.

Ma se dal conguaglio di fine anno dovesse emergere che suo figlio aveva diritto al bonus gli sarà erogata la somma non percepita nei mesi di sospensione in un’unica soluzione. Solitamente il conguaglio Irpef viene effettuato dal datore di lavoro.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.