Bonus vacanze: tutte le risposte ai vostri dubbi

Tutte le informazioni sul Bonus vacanze relative a importi, validità, requisiti, modalità di richiesta per i turisti e di rimborso per le strutture ricettive

Facciamo un po’ di chiarezza sul Bonus vacanze, l’iniziativa ideata con il Decreto Rilancio del 19 maggio 2020 per aiutare le famiglie più in difficoltà ad andare in vacanza quest’anno. Il Bonus vacanze offre un contributo tra i 150 € e i 500 € a carico del Fisco, a seconda della numerosità del nucleo familiare e viene erogato esclusivamente in forma digitale. Per poterlo utilizzare però, occorre che la struttura ricevente acconsenta al suo utilizzo, dato che inizialmente l’80% della tariffa sarà carico di questa e verrà rimborsato nel 2021. Di seguito, vi riassumiamo le caratteristiche del Bonus e le risposte alle FAQ su questo argomento pubblicate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Bonus vacanze: in cosa consiste

Il Bonus vacanze può essere ottenuto dai nuclei familiari con ISEE non superiore ai 40.000€ e può essere speso tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2020. Ai nuclei familiari composti da una sola persona spettano 150 €, 300 € ai nuclei di 2 persone e 500 € per le famiglie con 3 o più membri

Solamente uno dei componenti della famiglia può utilizzare il bonus vacanze, anche se questa persona non coincide con il richiedente, e dovrà spenderlo in un’unica soluzione e presso un’unica struttura tra alberghi, B&B, villaggi turistici, campeggi e agriturismi. Sono quindi escluse le spese per il viaggio o per pagare abbonamenti presso gli stabilimenti balneari. 

Riguardo alla distribuzione del valore del bonus, l’80% della cifra andrà a carico delle strutture scelte per le vacanze menzionate sopra, e verrà rimborsato loro nel 2021 tramite crediti d’imposta. Il restante 20% viene invece detratto dall’imposta sul reddito delle persone fisiche per il 2020, esclusivamente dall’intestatario della fattura o della ricevuta fiscale. Per l’80% e il 20% della cifra si intende il valore del corrispettivo dovuto quando questo è inferiore all’importo massimo dell’agevolazione.

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Come fare richiesta

Dato che il Bonus vacanze è disponibile soltanto in formato digitale, per inoltrarne la richiesta è necessario possedere un’identità SPID, una Carta d’Identità Elettronica (CIE) e l’App IO dell’Agenzia delle Entrate. La domanda, una volta accettata, non può essere inoltrata nuovamente per lo stesso nucleo familiare.

Andando per ordine, per ottenere un’identità SPID occorre registrarsi al sito https://www.spid.gov.it/richiedi-spid, nel quale ci verrà chiesto l’indirizzo mail, il numero di cellulare, i dati del documento d’identità e il codice fiscale. Inoltre, dovremo scegliere tra uno degli otto identity provider che variano per livello di sicurezza e modalità di riconoscimento.

Per la CIE invece è sufficiente rivolgersi al proprio comune di Residenza o dimora. La carta permetterà di accedere telematicamente a vari servizi della Pubblica amministrazione sia da Pc che da Smartphone: nel primo caso è necessario un lettore di smart card contactless in cui inserire la carta, nel secondo uno smartphone con tecnologia NFC e con installata l’app “Cie ID”.

Con lo Spid e la CIE si potrà accedere all’app IO che permette di inoltrare la domanda e di attivare il bonus in modo immediato: il servizio Pago.PA verificherà i vostri requisiti e, in caso di esito positivo, genererà un codice univoco e un QR-code da mostrare all’albergatore di persona, quando si dovrà pagare il soggiorno, insieme al proprio codice fiscale. 

Informazioni per le strutture ricettive

La struttura ricettiva deve inserire il codice univoco (o QR-code) e il codice fiscale del proprio ospite, insieme all’importo dovuto, in un apposito spazio nel sito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile tramite SPID, le proprie credenziali Entratel o Fisconline oppure tramite CNS o altre credenziali rilasciate dall’AdE. Il bonus verrà rimborsato alla struttura con un credito d’imposta senza limiti di importo in compensazione, utilizzabile indicando il codice tributo 6915 nel modello F24 o cedendolo a istituti di credito.


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