Addio Reddito di Cittadinanza, arrivano le misure GIL, GAL e PAL: cosa sono e come funzionano

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17/04/2023

Addio Reddito di Cittadinanza, arrivano le misure GIL, GAL e PAL: cosa sono e come funzionano

La sostituzione del Reddito di cittadinanza avverrà con l’introduzione di tre differenti misure: la Gal, la Gil e la Pal.

Il reddito di cittadinanza sta per essere definitivamente eliminato e la sua sostituzione avverrà per mano di tre nuove misure: Gal, Gil e Pal. Esse funzionano diversamente in base al soggetto avente diritto, e verranno introdotte in tempi diversi, dal Settembre 2023 al gennaio 2024.

Scopriamo dunque in cosa consistono queste nuove misure, quando sostituiranno del tutto il Reddito di Cittadinanza, a chi spettano e soprattutto quali sono gli importi per i beneficiari.

Reddito di cittadinanza in scadenza: parte la Pal

La prima misura che il governo introdurrà si chiama Prestazione di Accompagnamento al lavoro “Pal”. Essa potrà essere richiesta dal primo settembre del 2023 e, in ordine temporale, è quella che arriverà prima. Tale misura sostituisce il Reddito di Cittadinanza dopo i primi sette mesi di fruizione, e si rivolge a chi ha già sottoscritto un patto per il lavoro.

L’importo spettante al beneficiario della Pal è di 350 euro al mese, e non cambia in base al soggetto percettore. Questa misura, infatti, si rivolge ai soggetti occupabili tra i 18 e i 59 anni, già percettori del Reddito di Cittadinanza. Chi invece non possiede tali requisiti, potrà percepire la Gil o la Gal, ma dal 2024. Scopriamo di più.

Sparisce il reddito di cittadinanza: arrivano Gil e Gal

Il 2024 partirà con l’introduzione della Garanzia per l’InclusioneGil“. Dal primo gennaio 2024 avranno diritto a tale misura le famiglie che al loro interno hanno:

  • Un invalido civile;
  • Un minore;
  • Un soggetto con più di 60 anni d’età.

Ulteriore requisito sarà un ISEE inferiore a 7.200 euro annui nonché un patrimonio immobiliare che non ecceda i 30.000 euro. Per quanto riguarda il patrimonio mobiliare, esso non dovrà essere superiore a 10.000 euro, e i richiedenti non dovranno possedere neanche imbarcazioni da diporto, navi, auto con cilindrata superiore a 1.600 c.c. o motocicli con cilindrata superiore a 250 c.c.


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L’importo che ogni mese sarà erogato a titolo di Gil è di 500 euro al mese, pari a 6.000 euro all’anno. Se il nucleo familiare vive in affitto, inoltre, tale sussidio verrà integrato fino a 280 euro al mese, per un massimo di 3.360 euro annui. Chi avrà diritto a queste somme sarà inserito in un percorso di inclusione sociale che partirà dai Centri per l’Impiego.

Garanzia per l’inclusione: come funziona

Per mantenere il beneficio, il richiedente avrà l’onere di presentarsi ai servizi per il lavoro ovvero ai servizi sociali, e se non accetta il beneficio decadrà. In ogni caso, il lavoro offerto dovrà essere remunerato con uno stipendio di importo pari o superiore al minimo salariale. In merito alla sua durata, poi, essa dovrà essere pari o superiore a un mese, e in caso di contratto part-time il 60% delle ore di servizio deve essere full-time.

Tale beneficio verrà erogato per 18 mesi continuativi, poi subirà un mese di stop. Dopo l’interruzione, il beneficio riprenderà per ulteriori 12 mesi. Inoltre, gli importi spettanti saranno accreditati sulla “Carta di Inclusione”, in maniera simile alla carta RdC.

La Garanzia per l’attivazione lavorativa

Il piano di sussidi del nuovo governo risulta più articolato, e chi non possiede i requisiti previsti per accedere alla Garanzia per l’Inclusione potrebbe accedere a un altro beneficio: la Garanzia per l’attivazione LavorativaGal”.

Questa misura si rivolge anche ai single con un’età compresa tra 18 e 59 anni che hanno un ISEE inferiore ai 6.000 euro. La Gal, spetterà a ogni componente del nucleo familiare singolarmente, per un massimo di due. L’importo erogabile sarà di 350 euro al mese, ma se ci sono 2 soggetti richiedenti nello stesso nucleo, al secondo spetterà la metà.


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Gli sgravi fiscali per chi assume

Se i soggetti che percepiscono le misure appena elencate verranno assunti, i datori di lavoro godranno di enormi sgravi contributivi. In particolare, si parla di una somma pari a 8.000 euro ogni anno, che il datore di lavoro non dovrà versare se assume il lavoratore con contratto a tempo indeterminato.

Se invece il contratto di assunzione è a tempo determinato, oppure stagionale, lo sgravio contributivo si riduce del 50%, per un importo massimo di 4.000 euro ogni anno.