Assegno Unico 2023, importi raddoppiati: aumenti in base alle tabelle ISEE

Autore:
Niccolò Mencucci
10/02/2023

Assegno Unico 2023, importi raddoppiati: aumenti in base alle tabelle ISEE

Per quest’anno si prevede una serie di importi praticamente raddoppiati per chi è beneficiario dell’Assegno Unico 2023. Parliamo del principale supporto economico alle famiglie con figli a carico, che da gennaio potranno richiederlo ancora una volta, a patto di presentare in tempo un nuovo ISEE in corso di validità.

Purtroppo ci sono stati casi abbastanza incresciosi, quali ritardi o addirittura la sospensione di alcune maggiorazioni. Vedremo meglio questi punti più in avanti, ma intanto concentriamo tutti gli importi e gli aumenti previsti.

Assegno Unico 2023, importi raddoppiati

Si parla di “importi raddoppiati” in merito all’Assegno Unico 2023 per via di due fattori concomitanti: la perequazione dovuta all’inflazione, e il cambio delle soglie delle tabelle ISEE.

Come accaduto per le Pensioni INPS, anche gli assegni familiari hanno potuto godere di un aumento dovuto alla perequazione, ovvero alla rivalutazione dovuta all’inflazione. Si prevede infatti un aumento generalizzato dell’8,1% per tutti gli assegni, da quelli ad importo massimo fino a quello minimo.

Questo aumento si riflette a sua volta nelle soglie dell’ISEE, l’indicatore necessario per ottenere un assegno superiore alla minima, altrimenti prevista sia per chi supera la soglia massima ISEE sia per chi non presenta alcun attestato.


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E dato che i valori dell’indicatore non sono cresciuti nei due anni precedenti (ricordiamo che si prenderà come riferimento l’anno 2021 per l’ISEE 2023) al pari dell’Indice dei Prezzi al Consumo dello scorso anno, il miglioramento effettivo per molte famiglie sarà maggiore, e in vari casi a due cifre.

Perché invece di essere calcolato l’extra sull’8,1% per un anno di riferimento, verrà calcolato per due anni, quindi moltiplicato per due volte: si avrà pertanto una maggiorazione del 16,2%.

Assegno Unico 2023, aumenti in base alle tabelle ISEE

Qualora le tabelle ISEE dovessero subire effettivamente l’aumento dovuto alla perequazione, i richiedenti dell’Assegno Unico 2023 si ritroverebbero con dei nuovi limiti minimi e massimi:

  • da 15.000 euro il limite minimo passa a 16.215 euro,
  • da 40.000 euro il limite massimo passa a 43.240 euro.

Di conseguenza, tanti altri limiti intermedi subiranno questo aumento generalizzato dell’8,1%. A sua volta anche gli importi risulteranno più ricchi:

  • da 170 euro l’importo massimo passa a 189,17 euro per figlio,
  • da 50 euro l’importo minimo passa a 54,05 euro per figlio.

Nel caso di una maggiorazione dovuta al calcolo doppio sopramenzionato, si potrà avere un assegno decisamente più ricco. Si segnalano inoltre ulteriori incrementi decisi con la Legge di Bilancio 2023, stimati intorno al 50% di maggiorazione sull’assegno base, che riguarderanno tre condizionalità:

  • figli a carico di età inferiore a un anno,
  • nuclei familiari con 3 figli (e Isee non superiore a 40 mila euro),
  • maggiorazione forfettaria per le famiglie con 4 figli.

Assegno Unico 2023, occhio alla maggiorazione

Oltre alle buone notizie, bisogna segnalare purtroppo un problema subentrato a causa di un “errore generale“, tra INPS e richiedenti.

Prima di ottobre 2022 molte famiglie hanno richiesto la maggiorazione da 30 euro prevista per le famiglie con genitori lavoratori. Se all’inizio l’INPS ha dato il nulla osta per diversi mesi, a ottobre ha dovuto interrompere le erogazioni. Perché le famiglie in questione erano in realtà monogenitoriali, e la maggiorazione era prevista solo per le famiglie “tradizionali”.


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Di conseguenza l’INPS ha richiesto la restituzione di ben 210 euro a queste famiglie, a riferimento di tutti gli otto mesi in cui hanno beneficiato di questa maggiorazione.

Assegno Unico 2023, ritardo a causa dell’ISEE

Altra brutta notizia riguarda il ritardo dell’assegno Unico 2023 di gennaio. Anche in questo caso il problema proviene dall’INPS e dai tempi burocratici.

Per procedere al rinnovo dell’Assegno, l’INPS non richiede ulteriori documenti o moduli, ma solo la presentazione di un nuovo ISEE in corso di validità. Entro il 31 gennaio 2023 tutte le famiglie hanno dovuto provvedere alla riconferma dell’ISEE, tramite CAF, Patronati o servizio precompilato INPS.

Dopo quella data, l’INPS ha cominciato a verificare tutti gli ISEE registrati, e valutare se sussistevano i requisiti reddituali. Pertanto l’Assegno tornerà in erogazione con la rata di febbraio.

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