L’INPS garantisce il bonus 150 euro solo a questa categoria di dipendenti

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18/01/2023

L’INPS garantisce il bonus 150 euro solo a questa categoria di dipendenti

L’INPS garantisce il bonus 150 euro solo a questa categoria di dipendenti, come previsto dal nuovo aggiornamento disponibile sul sito ufficiale dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Vediamo come funziona, e quali sono i nuovi requisiti previsti per questo bonus una tantum per dipendenti (e anche pensionati).

L’INPS garantisce il bonus 150 euro solo a questa categoria di dipendenti

Secondo l’ultima circolare INPS, la 127 del 16 novembre 2022, il richiedente del bonus 150 euro dovrà appartenere ad una delle seguenti categorie di dipendenti:

  • con contratto in somministrazione,
  • di datori di lavoro nel settore pubblico,
  • di datori di lavoro nel settore privato.
  • con contratto part-time
  • con contratto full-time.

In queste categorie appartengono anche le categorie dei:

  • collaboratori coordinati e continuativi,
  • assegnisti di ricerca,
  • dottorandi con borsa di studio,
  • lavoratori stagionali,
  • lavoratori intermittenti,
  • lavoratori dello spettacolo.

Rimangono tutt’ora esclusi quelli che appartengono alle seguenti categorie:

  • dipendete con rapporto di lavoro domestico,
  • operai agricoli a tempo determinato.

Potranno avere il bonus 150 euro per dipendenti anche chi è imprenditore o lavoratore autonomo, purché si abbia nel 2021 versato la propria quota contributiva INPS alle casse dell’Istituto.

I requisiti per il bonus 150 euro

Ricordiamo che i principali requisiti d’accesso del bonus 150 euro, come già disposti dal decreto Aiuti ter (decreto-legge 144/2022), sono:

  • avere una retribuzione imponibile (per il mese di novembre 2022) non superiore a 1.538 euro;
  • avere un rapporto di lavoro dipendente in essere a novembre 2022.

Il bonus 150 euro verrà erogato insieme alla retribuzione di competenza del mese di novembre 2022, tramite i datori di lavoro. Il lavoratore dovrà inviare apposita dichiarazione al proprio datore di lavoro.

Nel caso di soggetti disoccupati, verrà riconosciuta loro direttamente nell’indennità di disoccupazione NASPI e DISCOLL per il mese di novembre 2022.

Nel caso di soggetti con rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, sarà necessario avere:

  • un contratto attivo alla data del 24 settembre 2022,
  • essere iscritti alla Gestione separata INPS nel 2021,
  • non essere né titolari di pensioni né iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Come richiedere il bonus 150 come pensionato

Per richiedere il bonus 150 euro come pensionato, bisognerà rientrare in tre specifici requisiti:

  • il richiedente è residente in Italia;
  • è titolare di uno o più trattamenti pensionistici (pensione INPS, assegno sociale, invalidi civili, ciechi e sordomuti…);
  • ha un reddito personale assoggettabile ad IRPEF non superiore per l’anno 2021 a 20.000 euro.

Sulla nota riguardante il reddito personale, si intende per “assoggettabile ad IRPEF” tutti i redditi al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali. Saranno esclusi dal calcolo invece:


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  • TFR (trattamento di fine rapporto),
  • il reddito della casa di abitazione,
  • le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

Una volta rispettati tutti i requisiti, sarà sufficiente fare domanda presso il CAF o i Patronati Locali, o direttamente sul sito dell’INPS, in via telematica. L’accesso è disponibile solo per chi ha SPID, CIE, CNS.

L’integrazione col bonus 200 euro

Il lavoratore e il pensionato potrà richiedere il bonus 150 euro anche come integrazione al bonus 200 euro, disposto dal Decreto Aiuti (artt. 31 e 32).

Si potrà beneficiare del bonus 200 euro soltanto se il richiedente detiene, come lavoratore, un reddito complessivo lordo non superiore a 35.000 euro nel periodo d’imposta 2021. In pratica 15.000 euro di reddito in più è tollerato.

Nel caso di lavoratori non dipendenti, come autonomi, liberi professionisti o con rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, sarà necessario avere alla data del 18 maggio 2022:

  • l’iscrizione alla Gestione Separata INPS,
  • la titolarità di partita IVA attiva,
  • il versamento di un contributo nella gestione d’iscrizione per il periodo di competenza dal 1° gennaio 2020.

Non saranno riconosciuti né il bonus 200 euro né l’integrazione col bonus 150 in mancanza di tali requisiti.