Bonus benzina 2023, il Governo lo rinnova: nuovi requisiti e importi

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11/01/2023

Bonus benzina 2023, il Governo lo rinnova: nuovi requisiti e importi

A seguito di quanto emerso dal 15esimo Consiglio dei Ministri, il Governo Meloni ha fatto marcia indietro su un bonus che aveva prima scartato dalla Manovra di Bilancio, ovvero il bonus benzina.

Già disposta dal Governo Draghi nel 2022 col Decreto Energia, sulle prime il Governo Meloni s’era opposto ad un suo rinnovo, dati i costi che ingenerava per le casse dello Stato.

Per fronteggiare l’aumento dei prezzi del carburante, il Governo ha disposto una proroga di tre mesi all’utilizzo di questo beneficio, anche se i requisiti e l’importo potrebbero non essere come quelli dell’anno precedente.

Bonus benzina 2023, il Governo lo rinnova

Il bonus benzina è un’agevolazione sull’acquisto di carburante già precedentemente disposto dal Governo Draghi a seguito dell’impennata dei prezzi di marzo 2022, a causa dei primi sviluppi del conflitto russo-ucraino.

Abbastanza oneroso per le casse dello Stato, il Governo Meloni ha deciso nella sua Manovra di Bilancio di non rinnovarlo, assieme a tanti altri bonus e agevolazioni, come il famoso sconto sulle accise, ridotto a 18 centesimi a dicembre 2022, e poi sospeso dal 1° gennaio 2023.

Purtroppo con la sospensione del taglio sulle accise, era inevitabile un aumento dei prezzi del carburante, anche se in molti sospettano in una manovra speculativa. Pertanto il Governo s’è riunito ieri martedì 10 gennaio per valutare la migliore azione contro il caro carburante. Alla fine è stato deciso di rinnovare il bonus benzina 2023, ma con nuovi requisiti e importi.

A quanto ammonta il bonus benzina 2023

Ufficialmente il bonus benzina 2023 viene riconfermato col limite di 200 euro, lo stesso dell’anno precedente. Significa che chi avrà diritto al bonus carburante potrà utilizzare fino a 200 euro di buoni senza che essi finiscano nel proprio reddito imponibile.

In realtà si potrebbe aumentare la quota facendo ricorso ai fringe benefit, ovvero i beni e servizi concessi dal datore di lavoro ai dipendenti, come dei semplici buoni acquisto. Purtroppo dal 12 dicembre il fringe benefit tornerà a 253 euro (prima coi vari decreti Aiuti era arrivato a 3000 euro).

Se si supera la quota del bonus benzina 2023, scatta la tassazione, e tutto rientrerà nel reddito del beneficiario.

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Chi ha diritto al bonus carburante

Come disposto dal Decreto Trasparenza, il bonus benzina 2023 è riconfermato per i soli lavoratori dipendenti privati, al momento l’unica categoria che può beneficiare di quest’agevolazione per i prossimi tre mesi.


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Nel 2022 il Governo Draghi aveva disposto la misura anche ai lavoratori autonomi che non svolgevano un’attività commerciale e disponessero di propri dipendenti. L’essenziale era che ci fosse una concessione diretta da parte del datore di lavoro al proprio dipendente.

Confermato anche per questa volta l’esclusione dei dipendenti pubblici dalla misura, essendo già beneficiari di un rimborso chilometrico.

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Come si fa ad avere il bonus carburante

Per avere il bonus bisognerà essere titolari di un contratto da lavoratore dipendente, e avere necessità dell’uso dell’auto per i viaggi essenziali, ovvero quelli prettamente lavorativi.

Il bonus benzina sarà corrisposto direttamente in busta paga, e sarà totalmente dipendente da altre somme che possono rientrare nel calcolo annuale dei fringe benefit. In poche parole, il dipendente avrà diritto a ben 453 euro di bonus, se volesse devolvere tutti i 253 euro del fringe benefit in buoni acquisto carburante.

Non ci sono distinzioni tra i vari carburanti (benzina, diesel, GPL…) né limitazioni tra distributori o loghi. L’unica limitazione è la somma non tassabile e il periodo d’uso, ovvero i mesi di gennaio, febbraio e marzo 2023.

Dal 1° aprile il Governo Meloni dovrà decidersi se autorizzare o meno un’ulteriore proroga, sapendo che il bonus benzina 2023 potrebbe costare alle casse dello Stato almeno 10 milioni di euro, come quelli che lo Stato ha dovuto stanziare per rinunciare all’imposizione fiscale e alla contribuzione previdenziale prevista.

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