Bonus Caldaia, addio per sempre con la direttiva UE Case Green? Cosa cambia e quando

Autore:
Niccolò Mencucci
15/03/2023

Bonus Caldaia, addio per sempre con la direttiva UE Case Green? Cosa cambia e quando

In molti puntano al bonus caldaia nei prossimi mesi, ma la direttiva UE potrebbe bloccare tutto, speranze comprese. È recente la notizia dell’entrata in gioco di una direttiva UE relativa alle case green, che potrebbe portare dal 2024 al blocco di tutti gli incentivi fiscali previsti proprio col bonus caldaia.

Un bello smacco per tutti coloro che speravano di accedere ad un bonus molto consistente, specie se si deve affrontare una spesa notevole come quella della caldaia. Vediamo meglio cosa comporta la nuova direttiva UE per tutti i richiedenti del bonus caldaia.

Bonus caldaia, addio a causa della direttiva UE

Da mesi nel Parlamento Europeo si valutava l’introduzione di nuove norme a favore della riqualificazione energetica. E alla fine sembra che ci si stia avvicinando a quel punto. Recente è infatti la direttiva europea sulle case green, che inevitabilmente avrà un forte impatto sugli sconti fiscali attualmente in vigore in Italia. E tutto ciò già a partire dal 2024.

Intanto viene richiesto il divieto per edifici nuovi e ristrutturazioni di utilizzare le fonti fossili. Inoltre si richiede nel testo di abbattere le emissioni inquinanti, almeno di un terzo, garantendo a sua volta il passaggio della classe energetica delle case entro i limiti della categoria E, almeno prima del 2030. A sua volta si avrà tempo 3 anni per passare alla categoria D, ovvero entro il 2033, anche se per gli edifici pubblici saranno richiesti tempi più stretti.


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Un obbligo che potrebbe diventare impossibile da raggiungere nel lungo periodo, soprattutto se il bonus caldaia dovesse venire a meno.

Bonus caldaia, come funziona per il 2023

Il bonus caldaia funziona prevalentemente come detrazione fiscale riconosciuta a tutte quelle persone che effettuano interventi di risparmio energetico presso la propria abitazione.

Su un massimale di spesa pari a 100mila euro, si avrà diritto ad un’agevolazione fiscale che va da un minimo del 50% sulle spese per le caldaie a condensazione di classe energetica A, fino al 65% delle spese per un modello in classe A o superiore con strumenti evoluti di termoregolazione.

Eccezionalmente si potrebbe arrivare al 90% delle spese nel caso in cui si sia fatta richiesta del Superbonus ma solo con quoziente familiare reddituale inferiore a 15.000 euro.

A conti fatti, è un bonus che aiuta molto per una spesa come quella della caldaia. Ma dal 2024 potrebbe non essere più disponibile per nessuno.

Bonus caldaia, cosa cambia dal 2024

Il problema della direttiva UE è nel fatto che dal 2024 potrebbero diventare non più idonee tutte le installazioni di caldaie con sistemi di riscaldamento a combustibili fossili.

Attualmente il bonus caldaia permette queste installazioni, dal momento che il Governo ha garantito negli anni precedenti per le caldaie a combustibili fossili. Se la direttiva UE dovesse passare, questa e altre agevolazioni come l’ecobonus potrebbero venire destinate ad apparecchi diversi, andando verso quelli ibridi o certificati per l’uso di gas rinnovabili, come l’idrogeno.

Non sarebbe un problema per chi ha richiesto queste tipologie di caldaie, comunque garantite anche nei prossimi anni. Il dilemma sarebbe per quelle a combustibili fossili: la direttiva spiega che gli Stati membri non devono più garantire incentivi finanziari per l’installazione di tali caldaie entro gennaio 2024.

Bonus caldaia, le altre agevolazioni

Altre agevolazioni previste col bonus caldaia sono ad esempio i citati Superbonus ed Ecobonus. Tutti incentivi che potrebbero comunque venire a meno se permettono un riscaldamento a base di combustibili fossili.


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E anche senza questo ostacolo, ci sarebbe comunque il vincolo del passaggio obbligatorio alla classe E e D entro un decennio scarso. In Italia il 74% degli immobili ha classe inferiore alla D, il 60% inferiore alla E. Servirebbero quindi lavori di massa.

Sempre la direttiva UE vorrebbe puntare di più sull’ecosostenibilità e sul sostenere tali bonus, in via prioritaria, a “famiglie vulnerabili e a basso reddito”.

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