Bonus casalinghe 2021: attesa per i decreti attuativi, requisiti e come funziona

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14/04/2021

Tra i nuovi provvedimenti di sostegno c’è anche il bonus casalinghe 2021. La misura è pensata per la formazione e riqualificazione professionale delle donne. Le informazioni conosciute a oggi, in attesa che arrivino i decreti attuativi necessari per rendere operativo il meccanismo di welfare.

Bonus casalinghe 2021: attesa per i decreti attuativi, requisiti e come funziona

Il bonus casalinghe 2021 è in via di attivazione ed in attesa dell’ultimo passaggio burocratico per diventare operativo. Sono passati parecchi mesi dalla sua introduzione, risalente ad agosto 2020 e finalmente la situazione sembra potersi sbloccare. L’idea generale alla base del nuovo meccanismo di welfare punta a ridurre fortemente il gender gap presente sul mercato del lavoro. L’obiettivo è quindi di aiutare le donne in età da lavoro a formarsi professionalmente, così da rendersi attive a livello professionale.

Al fianco del tema del riconoscimento del lavoro di cura in casa si affianca infatti la riqualificazione lavorativa delle donne, così da offrire loro maggiori opportunità. Il tutto con l’obiettivo finale di rendere più equo il mercato del lavoro insieme a quello previdenziale, avvicinandoci ai livelli già raggiunti in molti casi dai nostri partner europei.

Dal punto di vista operativo, l’ultimo passaggio necessario per poter attivare il bonus casalinghe 2021 è quello dei decreti attuativi. All’interno delle istruzioni ministeriali saranno infatti contenute tutte le procedure da seguire per poter richiedere l’aiuto di welfare e presentare la propria domanda.


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Bonus casalinghe 2021: previsti 3 miliardi di euro di dotazioni nel fondo per la formazione

Come appena evidenziato, per il nuovo bonus casalinghe manca solo l’arrivo dei decreti attuativi. D’altra parte, il precedente decreto agosto ha previsto fin dal 2020 l’avvio di un apposito fondo per il sostegno della formazione delle casalinghe e dei casalinghi. In questo modo, il governo Conte II ha provveduto a finanziare il processo di riqualificazione occupazionale.

Dal punto di vista dei requisiti utili per partecipare, il nuovo contributo statale può essere erogato in favore di coloro che svolgono lavoro domestico. Quest’ultimo deve essere ovviamente senza vincolo di subordinazione e a titolo gratuito. Rientrano anche i lavori di cura alle persone. I richiedenti devono inoltre essere iscritti all’assicurazione obbligatoria dell’Inail, prevista all’articolo n. 7 della legge 493/99.

In base alle ultime stime, la platea potenziale delle beneficiarie corrisponde all’incirca a 7 milioni di casalinghe. Di queste, il 51% risulta risiedere al sud Italia, mentre il 49% al centro – nord. I dati derivano dagli ultimi rilievi effettuati dall’Istat nel corso del 2017.

Domande per la richiesta bonus casalinghe 2021: ipotesi di gestione all’Inps

Rispetto ai criteri appena riportati, resta da chiarire chi si occuperà di gestire l’iter delle domande. Con elevata probabilità, l’ente destinato a valutare e accogliere le domande di accesso al bonus casalinghe 2021 sarà l’Inps. L’istituto di previdenza si occupa infatti di gestire quasi tutti gli strumenti di welfare previsti per la generalità dei cittadini. Secondo le ultime indiscrezioni, il bonus casalinghe non funzionerà però attraverso l’erogazione di un assegno.


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A differenza di sussidi come il bonus natalità, il reddito di emergenza o il reddito di cittadinanza, il provvedimento dovrebbe garantire un sostegno tramite il meccanismo dei crediti. Quest’ultimi potranno essere spesi presso le scuole e i centri di formazione aderenti. In questo modo, si potrà ottenere l’erogazione di una formazione gratuita.

I beneficiari che otterranno il via libera alla propria domanda potranno quindi scegliere dove e come spendere il proprio bonus, che sarà però destinato esclusivamente alla formazione e riqualificazione professionale. L’avvio del provvedimento resta quindi solo questione di tempo e novità in tal senso non dovrebbero tardare.  L’inclusione delle donne nel mercato del lavoro e la riduzione del gender gap rappresentano infatti due pilastri fondamentali per le strategie di ripresa economica da implementare attraverso gli aiuti del recovery fund.

 

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