Bonus Cultura 2023: il Governo taglia i fondi, ma in molti protestano

Autore:
Niccolò Mencucci
18/01/2023

Bonus Cultura 2023: il Governo taglia i fondi, ma in molti protestano

Il Governo taglia i fondi per il bonus Cultura 2023. Ma in molti già protestato contro questa decisione, di puntare solo ai diciottenni aventi requisiti di merito e di reddito, e di non a garantire a tutti, indistintamente, il bonus da 500 euro per l’acquisto di beni e servizi a scopo formativo.

La scelta è dovuta a diverse polemiche interne alla maggioranza di Governo, poco propensa a confermare un bonus che possa andare anche ai figli di famiglie abbienti, e meno a quelle che più dovrebbero ricevere questo beneficio una tantum.

Bonus Cultura 2023: il Governo taglia i fondi, ma in molti protestano

Anche se è stato confermato per quest’anno, il Bonus Cultura 2023 non avrà gli stessi fondi degli anni precedenti. La scelta è dovuta a garantire l’accesso solo ai più meritevoli, e a quelli in disagio economico.

Infatti per entrambe le categorie è prevista come sostituzione del Bonus cultura 2023 l’introduzione di due strumenti specifici:

  • una Carta Cultura Giovani,
  • una Carta del Merito.

La prima andrà a coinvolgere le famiglie con un ISEE basso, mentre le altre andranno a chi si è diplomato col massimo dei voti alle scuole superiori. La decisione è stata presa grazie all’emendamento alla manovra economica, da parte dell’onorevole Federico Mollicone di FdI, approvato dalla Commissione Bilancio della Camera.


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Per quest’anno è stato disposto un fondo massimo di 190 milioni di euro. Ricordiamo che quello per il Bonus cultura 2022 era di 230 milioni di euro.

Bonus Cultura 2023: come funziona da quest’anno

Per accedere al bonus Cultura 2023 si dovrà essere diciottenni e avere l’identità digitale registrata con lo SPID, Sistema Pubblico di Identità Digitale. Per farlo, basterà procedere alla registrazione presso un apposito provider di servizi (ad esempio Poste Italiane), previo pagamento di una quota una tantum.

La dizione “diciottenni” riguarda solo quelli che hanno compiuto entro il 31 dicembre 2022 il diciottesimo anno d’età, ovvero tutti quelli nati nel 2004. Per chi li compie dal 1° gennaio 2023, si dovrà attendere quello che verrà disposto nel 2024.

Per quest’anno i requisiti d’accesso rimangono gli stessi degli anni precedenti, mentre per il 2024 la situazione sarà completamente diversa.

La polemica sulla nuova Carta Cultura e Merito

Per chi è nato nel 2005, e quindi compirà diciotto anni nel 2023, dovrà fare accesso ad una delle carte sopramenzionate: Carta Cultura Giovani o Carta del Merito.

In questi casi, oltre ad avere 18 anni già compiuti e lo SPID, serviranno due requisiti precisi:

  • per avere la Carta Cultura Giovani, bisognerà avere un Isee familiare fino a 35mila euro;
  • per avere la Carta del Merito, bisognerà essersi diplomati col massimo dei voti alle scuole superiori.

Le carte sono cumulabili, ed entrambe hanno un valore massimo di 500 euro. Di conseguenza, chi ha un basso reddito e ottimi voti, potrà avere diritto a 1000 euro.

In molti protestano contro il taglio al bonus

La decisione ha creato molto malcontento. Oltre a ridurre le risorse (da 260 a 150 milioni) e ad aver creato due carte che limitano la platea, anche se per motivi coerenti, viene a meno il principio di stimolare la formazione e la cultura a tutti, senza distinzioni di reddito o di merito.


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Inoltre non torna la questione di chiudere col bonus Cultura 2023 per via delle truffe avvenute negli ultimi anni, che coprono solo il 3,85% dei soldi stanziati nel triennio 2018-2020 (oltre 350 milioni di euro). Il Governo fa sapere che, con queste nuove carte, si cercherà di rafforzare i meccanismi anti-truffa, risultanti inefficienti a seguito di queste frodi ai danni dello Stato.

A conti fatti, se nel 2023 potranno beneficiare fino a 300mila diciottenni, dal 2024 potranno beneficiare probabilmente 100-150mila, conteggiando anche i casi di cumulabilità.

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