Bonus Docenti 2023, 500 Euro per i precari: come averlo, scadenza, cosa comprare

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23/01/2023

Bonus Docenti 2023, 500 Euro per i precari: come averlo, scadenza, cosa comprare

Arriva la svolta per il bonus 500 euro, un supporto economico per tutti i lavoratori di una precisa categoria lavorativa.

Da mesi il Governo è stato pressato per via delle irregolarità di questo bonus, che dovrebbe spettare a tutti i lavoratori nel 2023 e non ad una sola parte. alla fine sembra che la situazione si sia smossa, anche grazie alle ultime sentenze.

Bonus 500 euro, in arrivo la svolta per tutti i lavoratori precari

Il Governo Meloni dovrà prima o poi valutare di allargare la platea dei beneficiari di questo bonus da 500 euro, prima limitato solo ad alcuni lavoratori, e non a tutti quanti.

La decisione non potrà essere evitata, anche grazie ai pareri favorevoli di diversi tribunali italiani, con l’ultima sentenza del Tribunale di Firenze. Quest’ultimo è concorde a giudicare il bonus 500 euro come un supporto da riconoscere a tutti i lavoratori, e non ad alcuni, altrimenti andrebbe a meno il principio di non discriminazione.

In questo caso, la sentenza ha permesso a due insegnanti assunte a tempo determinato il diritto ad avere il bonus 500 euro, con tanto di arretrati (ben 5 anni, per un totale di 2500 euro), che ora il Ministero dell’Istruzione dovrà pagare.

E anche per tutti gli altri lavoratori precari si attende l’intervento della Corte di Giustizia Europea, dopo un ricorso presentato da Anief, con una ordinanza del 18 maggio 2022 dichiarando la norma italiana illegittima.

Come funziona il bonus 500 euro

Il bonus 500 euro è un supporto economico previsto per tutti i lavoratori della categoria degli insegnanti. Ufficialmente chiamato “Carta del docente“, è stato istituito nel 2016 dal Ministero dell’Istruzione, per l’aggiornamento e la formazione dei docenti di ruolo delle istituzioni scolastiche.

Questo bonus prevede una copertura di spesa massima di 500 euro per l’acquisto di beni o servizi ad uso formativo e professionale, come:


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  • libri e testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste,
  • hardware e software,
  • iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’istruzione,
  • iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico,
  • corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale,
  • titoli di accesso per rappresentazioni teatrali e cinematografiche,
  • biglietti o abbonamenti per musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo,
  • iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa,
  • iniziative coerenti con le attività previste dal Piano nazionale di formazione.

Il problema della categoria “precaria”

Il problema di questo bonus 500 euro non è nei beni o servizi previsti, ma nei requisiti d’accesso. Non essendo previsto l’ISEE, diversamente da quanto stabilito per il Bonus Cultura, è assegnato però ad alcuni lavoratori insegnanti, ovvero ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, anche se in periodo di formazione e prova.

Praticamente tutti, eccetto gli insegnanti a tempo determinato, ovvero i precari.

Questo ha portato a continui ricorsi da parte degli insegnanti precari, portando addirittura in tribunale alcune cause per cercare di migliorare la propria posizione in merito al bonus 500 euro.

Altri bonus per la formazione

Altri supporti per la formazione sono ad esempio il citato Bonus Cultura, un’integrazione prevista per chi vuole continuare la propria formazione. Ma il bonus è previsto solo per chi ha compiuto diciotto anni entro l’anno precedente, e non per chi è lavoratore. Per quest’anno non sarà necessario l’ISEE, ma dal 2024 sarà richiesto, oltre al voto finale per ottenere anche l’integrazione per merito.

Altrimenti, come ulteriore supporto economico da utilizzare anche per la propria formazione, c’è il bonus 150 euro, previsto però per alcune categorie lavorative. Per richiederlo bisognerà fare domanda all’INPS in tempi brevi, a causa dell’imminente riesame delle domande.


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