Bonus domotica 2023, riduci i consumi col nuovo incentivo: cos’è e come funziona

Autore:
Valentina Simonetti
  • Esperta di Bonus, Fisco, Pensioni e Redditi
  • Autrice esperta di welfare ed economia aziendale
14/06/2023

Bonus domotica 2023, riduci i consumi col nuovo incentivo: cos’è e come funziona

Bonus domotica, avere una casa smart con sistemi automatizzati e risparmiare anche sulle bollette dell’energia elettrica e del riscaldamento grazie ai minori consumi e accensioni degli impianti controllate a distanza. Oggi è possibile anche con uno sconto fiscale del 65% e fino al 2024, se l’intervento rientra in una ristrutturazione edilizia compresa negli ecobonus previsti dal governo ancora attivi. Vediamo quindi come fare per richiedere la detrazione e quali interventi sono compresi nell’agevolazione.

Bonus domotica, cos’è e come funziona

Il bonus domotica è stato prorogato dal governo fino al 2024, rientra negli interventi di agevolazione edilizia ancora attivi, oltre che nel Superbonus al 110%, e può essere utilizzato quando in una ristrutturazione dell’appartamento si vogliono inserire anche sistemi di controllo da remoto di impianti di riscaldamento ed elettricità che migliorano l’efficienza energetica dell’immobile.

In particolare, accensione e spegnimento degli elettrodomestici collegati ad una rete Wi-Fi, o controllo termostato e temperatura caldaia automatizzato, ma anche per la climatizzazione invernale o estiva come l’aria condizionata. Per tutte queste installazioni e acquisto dei prodotti c’è lo sconto fiscale su IRPEF e IRES del 65%. Mentre il massimo spese detraibili è pari a 15.000 euro. La detrazione potrà poi essere recuperata dalla dichiarazione dei redditi in rate fino a dieci anni, come previsto dal nuovo decreto sugli Ecobonus per l’efficientamento energetico degli edifici.


Leggi anche: Come i conti correnti online stanno cambiando le abitudini di spesa dei consumatori

Cosa si può acquistare con il Bonus Domotica

Grazie al bonus domotica e automazione, si possono ottenere sconti fino al 65% per l’acquisto e l’intervento tecnico di dispositivi e sistemi che controllano gli impianti della casa. Il tutto dovrà però essere associato ad interventi di ristrutturazione che miglioreranno la classe energetica dell’immobile. Gli apparecchi dovranno quindi essere utili per la gestione del riscaldamento, controllo della temperatura interna con termostato da remoto, erogazione acqua calda accensione luci ed elettrodomestici.

Anche se associati ad App da installare sullo smartphone per azionare ogni dispositivo comodamente quando si è fuori casa. L’importanza di questi nuovi strumenti tecnologici può migliorare significativamente la vita domestica, rappresentando un valido aiuto ad esempio per anziani o persone disabili, e contemporaneamente far risparmiare energia, fino a 200 l’anno sulle bollette.

Requisiti per ottenere il bonus casa smart

Gli interventi di domotica inseriti nello sconto fiscale al 65% possono essere richiesti dai cittadini sia proprietari dell’immobile che inquilini autorizzati ad effettuare lavori di ristrutturazione, sempre con contratto di locazione regolarmente registrato. La richiesta è valida sia per contribuenti privati che imprese con partita IVA, quando gli interventi sono effettuati in unità immobiliari strumentali per l’esercizio dell’attività.

Alcuni benefici maggiori sono poi rivolti alle persone con disabilità. Infatti, se il chi ristruttura casa ha diritto alla Legge 104, potrà sfruttare il bonus domotica nell’agevolazione per la rimozione delle barriere architettoniche e quindi usufruire di uno sconto più elevato, pari al 75%. Inoltre potrà ancora beneficiare dell’opzione sconto in fattura oltre che detrazione IRPEF.

Quali documenti servono per la detrazione

Per avere lo sconto sugli strumenti di domotica bisogna conservare alcuni documenti utili ai fini della certificazione dei prodotti acquistati e degli interventi di installazione effettuati. Ai fini fiscali servirà principalmente provare che l’immobile è oggetto di ristrutturazione con ecobonus. Quindi serviranno:

  • Asseverazione edilizia firmata da tecnico abilitato
  • Attestato di prestazione energetica
  • Scheda informativa di tutti gli interventi

Per quanto riguarda invece ricevute e prove di pagamento, occorrerà farsi rilasciare la documentazione da chi vende e installa i sistemi. La fattura o scontrino, sia dell’acquisto che dell’intervento tecnico, dovrà riportare il codice fiscale dell’intestatario contribuente e idettagli tecnici dei prodotti. Il pagamento può avvenire solo con mezzi tracciabili, e visto che si inserisce nella più ampia misura dell‘Ecobonus al 65%, andrà effettuato il bonifico parlante con indicazione della legge nella causale del versamento e dati fiscali sia di chi fa il trasferimento bancario che della ditta che eseguirà i lavori.

Le foto presenti in questo articolo sono concesse in licenza a Giddy Up srl