Bonus Donna 2023, 400 euro per mamme e lavoratrici: requisiti e come richiederlo

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18/03/2023

Bonus Donna 2023, 400 euro per mamme e lavoratrici: requisiti e come richiederlo

È possibile fare domanda per ottenere alcuni bonus donna: quasi 400 euro per le donne che possiedono alcuni requisiti specifici, e sgravi contributivi per le assunzioni in azienda.

Il bonus maternità comunale deve essere richiesto al comune, è finalizzato a sostenere le donne con figli.  Oltre a questo bonus, abbiamo anche il bonus assunzioni donna 2023, che insieme al primo è valido anche per l’anno in corso.

Vediamo in cosa consistono questi due bonus, quali sono i requisiti specifici per accedervi e come fare domanda

Bonus donna per la maternità: come funziona

Il bonus maternità consiste in un “assegno di base” che bisogna richiedere al proprio comune. L’assegno viene infatti erogato dall’ente comunale, ma il suo importo viene corrisposto dall’INPS. Inoltre, per ottenere l’indennità una tantum occorre rispettare dei requisiti specifici.

In particolare, l’assegno di maternità comunale può essere richiesto dalle madri nel caso vi sia un’adozione, affidamento preadottivo o una nascita. Anche i padri possono richiederlo qualora la madre abbia abbandonato il minore, oppure sia deceduta in seguito al parto.

Per averlo bisogna essere residenti in un comune italiano ed essere cittadini comunitari, italiani o extracomunitari con permesso di soggiorno. Inoltre, per avere l’assegno bisogna essere delle lavoratrici che non hanno una contribuzione sufficiente per ottenere la maternità ordinaria, come chi è iscritto alla gestione separata.

Il bonus per le madri: importi e assegno

Per richiedere il beneficio, bisogna avere un ISEE basso. Il tetto massimo per ottenere l’agevolazione è pari a 19.185,13 euro. L’importo che verrà corrisposto alla madre, sarà di 383,46 euro, cifra che fa riferimento al massimo importo erogato in una volta sola.

La richiesta va fatta al comune in cui la donna risiede e, come si anticipava in apertura, la quota verrà erogata dall’INPS. L’indennità è anche compatibile con altri sussidi, come l’assegno unico universale, e l’importo corrisposto non va a formare reddito imponibile.


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Documenti necessari e tempistiche

Per richiedere l’assegno unico, occorre allegare alla domanda alcuni specifici documenti, tra cui la DID in cui si attesta lo stato di disoccupazione, il certificato di nascita del bambino, la carta d’identità della mamma e le coordinate bancarie. Nella domanda bisogna inserire anche il modello ISEE.

Bisogna produrre la richiesta per l’assegno di maternità entro sei mesi da quando avviene la nascita o l’adozione, e l’età massima del bambino (adottato) deve essere di 6 anni. Il pagamento dell’assegno avviene entro 120 giorni dalla domanda, in ogni caso in un minimo di 60 giorni.

Bonus assunzioni donna: cos’è e come funziona

Oltre al predetto bonus, abbiamo anche il bonus assunzione donna, che è stato riconfermato per tutto il 2023. Il bonus permette alle aziende di ottenere un esonero contributivo totale per alcune particolari categorie di donne, con uno sgravio complessivo di massimo 8.000 euro all’anno.

Le aziende possono avere lo sgravio per 18 mesi se il personale assunto è a tempo indeterminato, mentre se l’assunzione avviene a tempo determinato, lo sgravio durerà un massimo di 12 mesi.

Questo particolare bonus si rivolge ai datori di lavoro che operano nel privato, siano essi imprenditori o meno. Sono compresi fra questi i datori di lavoro agricoli.

A chi si rivolge il bonus assunzioni donna

Perché le aziende possano fruire del bonus, le donne assunte devono avere particolari caratteristiche. Esse sono:

  • Non avere avuto un impiego retribuito regolarmente da 6 mesi, essendo anche residenti in una regione ammessa ai fondi strutturali UE;
  • Non avere avuto un impiego retribuito regolarmente da 6 mesi e svolgere un lavoro che si caratterizza per avere una forte disparità occupazionale di genere;
  • Non avere un lavoro da almeno 2 anni, in questo caso si può essere residenti in qualsiasi regione;
  • Essere disoccupate da oltre un anno, e avere 50 anni d’età.

 

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