Bonus mobili: le novità su spese detraibili, cessione del credito e sconto in fattura 

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06/05/2021

Un emendamento al decreto Sostegni apre a nuove opportunità per l’utilizzo del bonus mobili. Diventa possibile anche scegliere lo sconto in fattura e la cessione del credito. Resta identico il quadro di funzionamento dell’agevolazione fiscale, ecco tutte le informazioni da conoscere al riguardo.

Bonus mobili: le novità su spese detraibili, cessione del credito e sconto in fattura 

Per il bonus mobili arrivano importanti aggiornamenti grazie a un emendamento al decreto Sostegni. La conversione in legge rende infatti possibile la cessione del credito. Si potrà quindi ottenere direttamente lo sconto in fattura anche per questa particolare agevolazione. Il tutto grazie alla recente votazione avvenuta presso la commissione congiunta di bilancio e finanze presso il Senato della Repubblica.

Il pacchetto di emendamenti al DL 41/2021 apre quindi a un’importante modalità di fruizione del vantaggio fiscale per coloro che desiderano rinnovare l’arredo della propria casa. In questo modo, il legislatore provvede anche a estendere e generalizzare la possibilità di fruire delle detrazioni previste per il comparto immobiliare.

Bonus arredi 2021: che cos’è e come funziona

Procediamo per ordine e vediamo innanzitutto come funziona il bonus mobili 2021. Il beneficio rientra nei provvedimenti decisi al fine di sostenere un settore fondamentale per la tenuta dell’economia, dopo il verificarsi della grave crisi dettata dal coronavirus. L’opzione dedicata al rinnovo dei mobili si inserisce in un quadro più ampio di provvedimenti, che vanno dal superbonus al sismabonus, fino al bonus facciate e all’ecobonus. All’interno di questo quadro, il bonus mobili era invece fruibile solo attraverso il recupero decennale previsto tramite la presentazione della dichiarazione dei redditi.


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La nuova modifica estende invece la prassi già disponibile dello sconto in fattura. A livello pratico, sarà possibile ottenere un recupero del 50% direttamente nella fattura del venditore. Il tetto massimo è legato a una spesa di 16mila euro. Una seconda opzione prevede la possibilità di cedere il credito presso un istituto bancario. Restano però ferme le impostazioni di base: l’agevolazione fiscale deve infatti necessariamente essere legata a un’attività di ristrutturazione dell’immobile.

Come beneficiare del nuovo bonus mobili

Stante la situazione appena evidenziata, è importante quindi sottolineare che la novità non va a sopprimere la precedente modalità di fruizione del beneficio fiscale. Pertanto, resteranno valide contemporaneamente tutte e tre le opzioni di fruizione

  • recupero tramite dichiarazione dei redditi;
  • sconto in fattura;
  • cessione del credito.

In tal senso, è importante anche ricordare che il bonus mobili funziona su un principio temporale a scalare. Così, nel caso in cui i lavori di ristrutturazione siano partiti nel 2020 sarà possibile beneficiare dell’agevolazione sugli acquisti fino al termine del 2021.


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Allo stesso modo, se un contribuente ha avviato l’intervento di ristrutturazione edilizia nell’anno in corso potrà utilizzare il bonus mobili fino al termine del 2022. Infine, è importante sottolineare che rispetto al tema dei pagamenti non sono applicati vincoli di priorità. Pertanto, una volta che è partita la ristrutturazione, i pagamenti al mobilificio possono seguire o precedere quelli effettuati man mano all’impresa edile.

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