Bonus prima casa under 36 prorogato, confermati questi requisiti

Autore:
Niccolò Mencucci
12/01/2023

Bonus prima casa under 36 prorogato, confermati questi requisiti

Il Governo Meloni ha dato l’ok alla proroga per il bonus prima casa under 36, una misura a sostegno di tutti coloro che vogliono avere una propria casa ricorrendo ad un mutuo bancario.

Mutuo che a causa degli aumenti dei tassi d’interesse sta diventando un salasso per molti, proprio per questo il bonus prima casa è essenziale ora più che mai, anche se, con la proroga, sono stati confermati questi requisiti per il 2023.

Bonus prima casa under 36 prorogato

Tra i vari bonus confermati o meno dalla Manovra di Bilancio 2023, alla fine il Governo è riuscito a confermare il bonus prima casa under 36. Senza la proroga, il bonus sarebbe scaduto il 31 dicembre 2022, come disposto dal Governo Draghi, che l’aveva già prorogato a inizio 2022 ma solo entro una finestra temporale scaduta il 31 dicembre scorso.

La proroga è stata disposta anche come misura contenitiva all’aumento esponenziale dei tassi d’interesse, voluti dalla Banca Centrale Europea per cercare di ridurre il più possibile l’inflazione europea, aumentando il costo del denaro e facendolo ritirare quanto più possibile per riadeguare l’economia continentale.

I nuovi requisiti del bonus prima casa under 36

Con la nuova proroga, il Governo Meloni ha disposto per tutti coloro che vogliono beneficiare del bonus prima casa under 36 due linee di requisiti: anagrafica e immobiliare. Per quelli anagrafici, il richiedente o i richiedenti devono avere:

  • meno di 36 anni;
  • se famiglie monogenitoriali, avere dei figli minori,
  • avere un ISEE inferiore ai 40mila euro.

Per quanto riguarda quelli immobiliari, il richiedente o i richiedenti possono:

  • abitare in case popolari,
  • acquistare l’immobile nuovo tra il 26 maggio 2021 e il 31 dicembre 2023.

Tale immobile dovrà rientrare nelle categorie catastali previste per le normali residenze. Saranno escluse pertanto tutte le abitazioni di lusso, accatastate sotto i codici A/8 e A/9. L’immobile nuovo dovrà essere segnalata come prima casa. Non si potrà essere proprietari di altri immobili, nemmeno in comunione con il coniuge. In caso di precedente proprietà, il neo proprietario ha a disposizione:


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  • 18 mesi di tempo per stabilire la propria residenza nel Comune di residenza del nuovo stabile beneficiario del bonus;
  • 1 anno di tempo per vendere il precedente immobile.

Non saranno accolte domande da soggetti che hanno già ricevuto questa agevolazione in precedenza.

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Quanto ammonta il bonus prima casa

Il bonus prima casa under 36 prevede una copertura assicurativa, nel caso in cui il soggetto richiedente dovesse subire la perdita del lavoro o una riduzione dei redditi tale da non poter provvedere alla rata mensile del mutuo.

Garantito dal Fondo della Consap, concessionaria assicurativa controllata dallo Stato, si garantisce una copertura massima dell’80% su tutti i mutui con massimale di finanziamento non superiore ai 250mila euro. Oltre a ciò, il beneficiario del bonus sarà esente dal pagamento delle seguenti imposte:

  • imposta di registro,
  • imposta ipotecaria e catastale.
  • tasse sulle concessioni governative.

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Quanto si risparmia con il bonus

Il risparmio con il bonus casa under 36 è per lo più sulle imposte e sulle tasse da non pagare. La più costosa è quella del registro, calcolata al 9% sul valore catastale dell’immobile, ora ridotta a 0% se si accedere all’agevolazione. Le altre imposte e tasse si limitano a quote forfettarie, non più da pagare sempre grazie al bonus.

A conti fatti, il risparmio per una casa con mutuo intorno al massimale previsto (250mila euro) si aggirerebbe sui 6.000 euro.

Per fare domanda per questo bonus bisognerà collegarsi al sito della Consap, selezionare sulla categoria “Famiglia e giovani” e scegliere l’opzione “Fondo prima casa”, con voce “Per accedere al Fondo con la garanzia dell’80%”. Compilato il modulo, bisognerà contattare il proprio istituto bancario, recarsi presso lo sportello con il citato modulo, un documento d’identità e la dichiarazione ISEE.


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