Bonus raccolta differenziata, 20000 euro per riciclare i rifiuti: cos’è e come funziona

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20/01/2023

Bonus raccolta differenziata, 20000 euro per riciclare i rifiuti: cos’è e come funziona

Confermato per il 2023 il bonus raccolta differenziata, un supporto da 20000 euro per riciclare i rifiuti e ridurre l’impatto ambientale. Vediamo meglio come funziona e a chi spetta questo indennizzo da decine di migliaia di euro.

Bonus raccolta differenziata, 20000 euro per riciclare i rifiuti: cos’è e come funziona

Con uno stanziamento di 10 milioni per il 2023. Il bonus raccolta differenziata prevede un supporto fino a un importo massimo annuale di 20mila euro per ciascun beneficiario. Il fine è di incrementare il riciclaggio delle plastiche miste e degli scarti non pericolosi, in modo tale da ridurre l’impatto ambientale.

È una misura decisa per garantire ancora di più la lavorazione e la selezione del recupero dei rifiuti solidi urbani, uno dei problemi principali per il nostro paese. Un problema sul quale la stessa Unione Europea non transige, richiedendo ulteriori limitazioni per ridurre l’impatto ambientale.

Rientra all’interno della rosa di supporti economici per l’imprenditoria green, come il bonus imprenditori agricoli 2023, previsto per gli under 40 e a capo di un’attività agricola, con tanto di dipendenti. Ma nel caso del bonus raccolta differenziata non spetta a tutti i contribuenti, ma solo ad una piccola parte di loro.

A chi spetta il bonus raccolta differenziata

Il bonus raccolta differenziata spetta al momento alle sole imprese che possano permettersi l’acquisto di uno o più prodotti utili a garantire un aumento del riciclaggio e della selezione/recupero dei rifiuti urbani:

  • prodotti realizzati con materiali provenienti dalla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica;
  • imballaggi biodegradabili e compostabili secondo la normativa UNI EN 13432:200;
  • derivati dalla raccolta differenziata della carta, dell’alluminio e del vetro.

Il bonus raccolta differenziata prevede un credito d’imposta del 36%, fino ad un massimo di detrazione fiscale di 20000 euro.


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Come richiedere il bonus raccolta differenziata

Essendo al momento un credito d’imposta, sul 36% degli acquisti ecologici, le imprese dovranno utilizzare il modello F24, tramite il quale faranno domanda all’Agenzia delle Entrate, in via telematica.

Per farlo, occorrerà accedere al Cassetto Fiscale e procedere alla compilazione della Dichiarazione dei Redditi, dove dovranno essere specificati tutti i documenti e i pagamenti tracciabili (fatture, bollettini…) che possano certificare gli acquisti effettuati. Altrimenti, se presentato in maniera non consona all’Agenzia delle entrate, la richiesta verrà rifiutata.

Ricordiamo che il credito d’imposta potrà essere utilizzato, appunto, come credito per l’anno successivo e compensato con altri debiti tramite modello F24.

Il futuro di questo bonus per il riciclaggio dei rifiuti

Il bonus raccolta differenziata dovrebbe dare maggior supporto alle imprese che cercano di sostenere il riciclaggio e la riduzione dell’impronta ecologica, specie in sede di acquisto di prodotti e per quanto riguarda il recupero energetico.

Ufficialmente non sarebbe nemmeno la prima volta che viene presentato: il provvedimento era già stato messo a punto per gli anni 2019 e 2020, ma non sembra abbia avuto un grosso successo.

Negli ultimi due anni, invece, con i notevoli finanziamenti europei per la transizione ecologica e il supporto al green, sembra che diverse aziende stiano puntando seriamente a incrementare il riciclaggio delle plastiche miste e degli scarti non pericolosi.

Con un importo massimo annuale di 20mila euro per ciascun beneficiario, e con un limite massimo complessivo di spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025, soltanto 250 aziende potranno avere il massimo da questo bonus.

E con tutti questi finanziamenti e questa ondata green siamo nell’ordine di migliaia di aziende dell’imprenditoria 2.0, tutte attive nel riciclaggio.