Bonus sicurezza 2023: cos’è e come funziona

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09/01/2023

Bonus sicurezza 2023: cos’è e come funziona

Con l’apertura del nuovo anno arriva il bonus sicurezza 2023. Si tratta di un’agevolazione fiscale pensata per chi desidera installare all’interno della propria abitazione dei dispositivi antifurto, oppure dei rilevatori di fumo.

Di fatto, il provvedimento rientra all’interno del cosiddetto pacchetto bonus casa ed è stato previsto dal governo così da sostenere i cittadini e al contempo il comparto immobiliare.

I contribuenti potranno usufruire del bonus sicurezza 2023 tramite la dichiarazione dei redditi, ma non solo. L’agevolazione resterà in essere per un biennio, quindi dallo scorso 1° gennaio fino al prossimo 31 dicembre 2024. I beneficiari potranno usufruire di una detrazione Irpef tramite la propria dichiarazione dei redditi.

Bonus sicurezza 2023: come richiedere il nuovo beneficio di legge

Entrando nel merito del meccanismo di funzionamento dell’agevolazione, sarà possibile usufruirne fino al termine del 2024. I cittadini disporranno di una detrazione del 50% della spesa effettuata, fino al tetto massimo di 96mila euro. La detrazione sull’Irpef sarà inoltre suddivisa in dieci quote annue.

Il bonus spetta potenzialmente a tutti i cittadini. Infatti, può essere richiesto da tutti i privati che risultano capienti rispetto all’Irpef e che sono proprietari di immobili. Possono inoltre avanzare domanda di accesso al bonus sicurezza 2023 anche i soci di cooperative, gli imprenditori e coloro che detengono una quota di Snc o Sas.

Rientrano infine i titolari di impresa familiare. Tra i casi particolari di inclusione evidenziamo inoltre i familiari di coloro che vantano un diritto di proprietà sull’immobile, oltre ai coniugi (anche se separati) ed i conviventi.

Bonus sicurezza 2023: per cosa può essere utilizzato

Il bonus sicurezza può essere impiegato per attuare diverse tipologie di interventi. Ovviamente, purché questi siano volti ad aumentare il livello di sicurezza dell’abitazione. Rientra quindi l’installazione di porte blindate, saracinesche, tapparelle metalliche, sistemi di allarme e casseforti. Sono inoltre considerati come validi per la detrazione delle spese gli impianti di videosorveglianza o anti intrusione.


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È inoltre ammessa l’installazione di sensori per la rilevazione di effrazioni, così come le relative apparecchiature necessarie per farli funzionare. Infine, è possibile usufruire del bonus sicurezza per cambiare le serrature o acquistare eventuali lucchetti e catene. Oltre che per installare sensori anti incendio.

Come portare in detrazione le spese del bonus sicurezza

Per portare le spese del bonus sicurezza 2023 in detrazione bisognerà prestare particolare attenzione al modello di fatturazione. Sarà infatti indispensabile riportare i dati del contribuente e il suo codice fiscale. La partita Iva della ditta che ha eseguito l’intervento e la causale del versamento, oltre al numero e alla data della fattura e all’importo totale speso.

La legge prevede la necessità di compilare anche una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, cioè un documento nel quale si attesta di aver eseguito effettivamente gli interventi all’interno dell’abitazione.

È possibile anche velocizzare il processo richiedendo lo sconto direttamente in fattura. In questo caso, occorre però un accordo con il venditore o con l’azienda. Il legislatore ha previsto un limite di recupero su una spesa massima di 96mila euro. Pertanto, con la detrazione del 50% il risparmio massimo possibile corrisponde a 48mila euro.

Il nuovo bonus sicurezza differente dalla ristrutturazione

Come abbiamo visto in precedenza, il bonus sicurezza è legato ad un intervento volto a migliorare le condizioni di sicurezza della propria abitazione. In particolare, può essere impiegato per la prevenzione dai furti e dagli incendi. Spesso questi interventi vengono posti in essere contestualmente ad attività di ristrutturazione.

In realtà, il legislatore ha previsto questa agevolazione come slegata dalle altre. Pertanto, può essere richiesta anche qualora non si proceda ad un’attività di ristrutturazione dell’immobile.