Bonus trasporti 2023, si valuta proroga per i pendolari

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14/01/2023

Bonus trasporti 2023, si valuta proroga per i pendolari

Ufficialmente il bonus trasporti 2023 non è stato confermato nella Manovra di Bilancio. Ciononostante, il Governo Meloni sta valutando di ripresentare una misura simile, un séguito di questo bonus per tutti coloro che utilizzano regolarmente i trasporti pubblici ed acquista un abbonamento.

Questo potrebbe garantire ai pendolari un supporto in più per l’acquisto di biglietti e abbonamenti, anche per via degli inevitabili rincari previsti a causa del caro carburante.

Bonus trasporti 2023, si valuta proroga per i pendolari

L’ipotesi di un nuovo bonus trasporti 2023 è venuta fuori a seguito dell’OdG (Ordine del Giorno) dell’ex ministro del Lavoro del governo Draghi Andrea Orlando, del Partito democratico, in cui chiede al Governo “di valutare l’opportunità di prorogare per l’anno in corso il Bonus Trasporti […] Dopo l’incomprensibile stop del governo alla proroga per il 2023“.

Una richiesta che il Governo ha preso in considerazione, a giudicare dalle ultime affermazioni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni:

“[…] nell’ultimo decreto c’è una norma che rimborsa i pendolari della somma che spendono per gli abbonamenti ai mezzi pubblici”.

Potrebbe essere la svolta per tutti i pendolari che utilizzano ogni giorno i mezzi pubblici, specie con i rincari previsti all’orizzonte a seguito del caro carburante.

Come funzionerebbe il nuovo bonus trasporto 2023

Al momento non si hanno ulteriori dettagli su questo ipotetico bonus trasporti 2023. Pertanto si può solo presumere secondo il precedente modello del bonus.

Il bonus trasporti funzionava come sconto per l’acquisto di un abbonamento mensile, trimestrale o annuale. Si poteva avere fino a 60 euro di sconto al mese, e da giugno a dicembre 2022 era possibile rinnovarlo ogni mese.

Come unico requisito richiesto era quello di possedere un reddito annuo inferiore a 35.000 euro, lavoratore o pensionato che fosse. Se il richiedente era uno studente, faceva riferimento il reddito familiare.


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Per ottenerlo bastava fare domanda sul sito istituzionale, registrandosi con SPID o CIE. Dopo pochi minuti, il portale emetteva il buono con il codice fiscale del beneficiario, l’importo e la data di emissione e di scadenza dell’utilizzo.

Il bonus trasporti non era cedibile a terzi, né cumulabile tra i mesi. Lo sconto era nominativo e corrisposto per l’acquisto dei servizi di una precisa azienda dei trasporti.

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Il successo del bonus trasporti

La misura ha avuto un enorme successo, a giudicare dai numeri. Dal fondo iniziare di 79 milioni, l’allora governo Draghi ha provveduto ad aumentarne le risorse fino a raggiungere i 180 milioni di euro. Inoltre la misura era ben vista anche per il suo impegno nel sostenere il trasporto pubblico, uno dei miglior modi per ridurre traffico e inquinamento.

Purtroppo il Governo Meloni non ha voluto rinnovarlo per via delle pochissime risorse rimaste, pari a 14 miliardi di euro per tutte le riforme e i rinnovi previsti. Da qui l’assenza di un effettivo bonus trasporti 2023.

Ma nulla toglie che, con l’attuale caro carburante non possa tornare in auge questo bonus.

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L’alternativa per ridurre il costo dell’abbonamento

In attesa che il bonus trasporti 2023 diventi realtà, per tutti i pendolari, che siano studenti, lavoratori o pensionati, è possibile richiedere presso la propria azienda dei trasporti locale una serie di agevolazioni, così da poter acquistare un abbonamento meno costoso.

In genere si possono trovare agevolazioni come quella dell’ISEE, che prevede una riduzione anche del 30% sul prezzo dell’abbonamento mensile, trimestrale o annuale per chi ha un ISEE in corso di validità sotto una certa soglia (es. sotto i 35mila euro).

Altre agevolazioni sono previste per chi è lavoratore pendolare o pensionato con un’età avanzata (es. over 75), per i quali è possibile pagare anche meno del 40% in alcuni casi.


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Tutto questo dipende dall’azienda dei trasporti locale, ognuna diversa dall’altra.

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