Sismabonus 2023, unifamiliari e condominio: cessione credito, cosa comprende, sconto in fattura, scadenza

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25/01/2023

Sismabonus 2023, unifamiliari e condominio: cessione credito, cosa comprende, sconto in fattura, scadenza

Le nuove disposizioni dell’Agenzia delle Entrate hanno portato delle grosse novità in merito a una delle più importanti detrazioni fiscali per i lavori edilizi, ovvero la detrazione Sismabonus 2023.

Tutto ciò riguarderà non solo i proprietari delle unifamiliari, ma anche gli amministratori di condominio, perché ci sono delle nuove disposizioni in merito alla cessione del credito, allo sconto in fattura, e anche ai lavori compresi da entrambi i bonus, oltre alle scadenze per presentare la domanda e i lavori.

Ma vediamo meglio nel dettaglio cosa succede per la detrazione Sismabonus.

Sismabonus 2023, unifamiliari e condominio: cosa comprende oggi

Il Sismabonus 2023 funziona come detrazione fiscale prevista soltanto per lavori che riguardano interventi antisismici sugli edifici esistenti destinati ad abitazioni od ad attività produttive situati nelle zone sismiche, che vanno dal livello 1 al livello 3.

Questi livelli sono essenziali, perché cambia la stessa percentuale del Sismabonus 2023. Si va da un minimo del 50% di detrazione sulle spese sostenute per gli interventi ad un massimo del 70% se si riduce il rischio sismico di una classe, o dell’80% se si riduce di 2 classi.

Nel caso dei condomini, le percentuali passano dal 75% all’85%, sempre se si riduce il rischio di una o due classi.

Tutte le spese detraibili riguardano gli interventi strutturali antisismici, le opere connesse, le indagini, i progetti e anche le spese tecniche, fino ad un massimale di spesa di 96.000 € ad unità immobiliare. Tale detrazione verrà suddivisa in 5 annualità.


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Sismabonus 2023, unifamiliari e condominio: come funziona con la cessione credito

Se si volesse richiedere il Sismabonus 2023 senza dover puntare alla detrazione fiscale, si potrebbe procedere con due alternative: la cessione del credito e lo sconto in fattura.

La cessione del credito è quella più richiesta negli ultimi anni, anche per il Superbonus 110%, perché prevede la possibilità di cedere il credito agli intermediari finanziari, che possono essere una banca, un istituto di credito o un qualsiasi soggetto giuridico finanziatore.

Col credito ceduto i lavori verranno ammortizzati dall’ammontare del credito, permettendo addirittura ad avere degli interventi gratuiti, come accaduto nel caso del Superbonus 110%.

La differenza sostanziale con lo sconto in fattura è che, nel caso della cessione del credito, potrai cedere direttamente il tuo credito a terzi (banche, Poste, assicurazioni o altri soggetti) by-passando le imprese e i fornitori.

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Sismabonus 2023, unifamiliari e condominio: come funziona con lo sconto in fattura

Diverso è lo sconto in fattura, nel caso del Sismabonus 2023. Invece di cedere direttamente ad un soggetto giuridico finanziatore, basta chiedere al fornitore o azienda edile appaltata uno sconto sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto.

Questo sconto verrà anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo verrà recuperato sotto forma di credito d’imposta.

Da quel momento in avanti il fornitore potrà procedere a cedere il credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

Sia lo sconto in fattura sia la cessione del credito per il Sismabonus 2023 non permette il lavoro gratis, ma una riduzione del carico da un minimo del 50% ad un massimo dell’85%, e quest’ultimo caso solo per i condomini.

In poche parole, per ogni 10.000 euro di spesa, potrai contare su uno sconto/credito di 5.000-8.500 euro, mentre i restanti 5.000-1.500 euro saranno a carico tuo.


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Sismabonus 2023, unifamiliari e condominio: la nuova scadenza

Fortunatamente, con la conferma della Legge di Bilancio del 2023, il Sismabonus è stato prorogato fino al 31 dicembre 2024.

Ma a patto di accettare una progressiva riduzione della percentuale di sconto/credito fiscale, come già previsto nel 2021 per tutte le altre detrazioni, Superbonus 110% in primis, che è passato dal 110% al 90% quest’anno.

Se si vuole ridurre il più possibile le spese, si potrà comunque fare affidamento alla combinazione eco-sisma bonus.

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