Buoni fruttiferi, conto corrente o libretto di risparmio: cosa conviene?

Soldi e risparmio: conto corrente, buoni fruttiferi postali o libretto di risparmio? Cosa conviene maggiormente e cosa è più sicuro?

Molti sono gli italiani che pur avendo dei risparmi da gestire non sanno come investirli per avere più garanzie e un maggiore rendimento. Molti si domandano se valga davvero la pena spostare i soldi dal conto corrente ad un libretto di risparmio o se è meglio, invece, investirli in buoni fruttiferi postali. Cerchiamo di capire cosa conviene fare e quali sono i rendimenti.

Conto corrente o libretto di risparmio?

Partiamo dai costi: il più oneroso è senza dubbio il conto corrente, anche se di poco grazie alle commissioni che variano in base al conto. Il libretto di risparmio è gratuito . Per entrambi, però, per le persone fisiche è dovuta l’imposta di bollo per le giacenze superiori ai 5mila euro, pari a 34,20 euro l’anno.

Veniamo ai rendimenti. Se per i costi, quindi, l’ago pende a favore del libretto di risparmio per le minori spese, i rendimenti confermano la scelta. Per i conti corrente, infatti, non ci sono interessi attivi poichè sono davvero poche le banche che garantiscono anche un seppur minimo interesse ai correntisti. I soldi conservati in un conto corrente, quindi, sono soggetti ad inflazione come quelli che si decide di conservare in casa. Per i libretti di risparmio un minimo di interessi è garantito, invece, anche se si parla di rendimenti davvero irrisori che nella maggior parte dei casi sono pari allo 0,1% (che in ogni caso è sempre meglio di nulla).

Vediamo ora i rischi. I conti correnti, per chi ha depositi superiori ai 100mila euro, sono soggetti al bail in: in caso di fallimento della banca, infatti, potrebbero essere chiamati a rispondere anche i clienti (soci, azionisti, investitori e correntisti con depositi superiori a 100mila euro).

Il libretto di risparmio, invece, sia esso nominativo o al portatore, è garantito dalla Cassa Depositi e Prestiti e dallo Stato Italiano  senza limitazioni di importi. Anche per depositi superiori ai 100mila euro, quindi, non si corrono rischi.

Queste le maggiori differenze tra libretto di risparmio e conto corrente che fanno sicuramente pendere l’ago della bilancia verso il libretto di risparmio per 3 motivi: costi minori, rendimenti maggiori e rischi nulli.

E i buoni fruttiferi postali?

In tutto ciò come si collocano i Buoni Fruttiferi Postali, investimento preferito dagli italiani da sempre? Attualmente tra le 3 forme di risparmio che stiamo confrontando, sicuramente i Buoni Fruttiferi Postali sono quelli che offrono il maggior rendimento con interessi che variano dallo 0,40 all’1,50%. Si rircoda che i BFP possono essere sottoscritti gratuitamente e sugli interessi maturati godono di tassazione agevolata.

Così come i libretti di risparmio, anche i BFP sono garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti e dallo Stato Italiano, indipendentemente dagli importi. Sono quindi un investimento privo di rischio.

Libretti di risparmio, conto corrente e BFP sono pignorabili in caso di debiti.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.