Buoni Fruttiferi ordinari postali (trentennali): cosa devi sapere

Buoni Fruttiferi ordinari postali: la presente nota mira a fornire pratiche indicazioni circa i cosiddetti buoni ordinari, emessi sin dal 1925.

La presente nota mira a fornire pratiche indicazioni circa i cosiddetti buoni ordinari, emessi sin dal 1925. Soprattutto nell’ultima decade è aumentato il contenzioso tra consumatori e Poste Italiane per gli importi riconosciuti dall’intermediario finanziario ai beneficiari. La materia in parola presenta tante peculiarità e il presente riassunto, che si propone di essere più pratico che tecnico e teorico, vuole concentrarsi in particolare sui buoni serie Q.

  1. L’emissione dei buoni fruttiferi postali serie O, P e Q.

Poste Italiane ha emesso i buoni serie O dal 01.07.83 al 30.07.84 per poi emettere i buoni serie P dal 01.07.84 e fino al 30.06.86.

I buoni serie Q vengono emessi dal 01.07.86 [1].

  1. La ritenuta fiscale.

Tali buoni, se emessi fino al 20.09.86, non comportano l’applicazione di ritenuta fiscale.

Viceversa, se emessi dal 21.09.86 al 31.08.87, saranno soggetti ad una ritenuta fiscale del 6,25%.

Infine, quelli emessi a far data dal 01.09.87 sono soggetti ad una ritenuta fiscale del 12,5%.

  1. La prescrizione.

Anche in proposito risultano centinaia le domande dei consumatori sul termine prescrizionale.

La domanda non è banale in quanto sui buoni è indicata una prescrizione di 5 anni.

Tuttavia il D.M. Tesoro 19.12.2000, all’art. 8, ha espressamente previsto che “I diritti dei titolari dei buoni fruttiferi postali si prescrivono a favore dell’emittente trascorsi dieci anni dalla data di scadenza del titolo per quanto riguarda il capitale e gli interessi”.

Da ciò consegue, ad es., che tutti i buoni sottoscritti nel 1987 si prescriveranno a far data dal 01.01.2028 in quanto è stato più volte chiarito anche in giurisprudenza che il termine da prendere in considerazione ai fini della prescrizione è il 31.12 del 30° anno solare dall’emissione, corrispondente dunque al giorno ultimo in cui il titolo è fruttifero. Da tale data, dunque, decorrerà il termine decennale di prescrizione che, nell’esempio, produrrà i suoi effetti a partire dal 01.01.2028. Il titolare di un buono emesso nel 1987 avrà, di conseguenza, la possibilità di ottenere il rimborso fino al 31.12.2027. Naturalmente, il termine decennale di prescrizione può essere interrotto da un reclamo del beneficiario.

Es. Tizio ha sottoscritto un buono il 15.02.1987. Il suo buono cesserà di essere fruttifero il 31.12.17 e non il 15.02.17. Pertanto, in tal caso, è consigliabile procedere all’incasso a far data dal 01.01.2018. In ogni caso Tizio potrà riscuotere il titolo fino al 31.12.2027. Salvo atti interruttivi della prescrizione, quale ad es. un reclamo o anche un’istanza di rilascio duplicato del titolo perchè andato smarrito, Tizio perderà il diritto al rimborso a far data dal 01.01.2028. Se Tizio invece presentasse un reclamo a Poste Italiane il 10.06.2025 sostenendo di non accettare il rimborso proposto perchè lo ritiene inferiore al dovuto, il suo diritto si prescriverà in data 10.06.2035.

  1. Dove e perchè nasce il problema con Poste Italiane? Il Decreto Ministeriale (D.M.) del Tesoro 13.06.86.

Il contenzioso abbondante tra consumatori e Poste Italiane discende, anzitutto, dal D.M. del Tesoro 13.06.86, pubblicato in G.U. il 28.06.86, il cui art. 5 ha così statuito: “Sono, a tutti gli effetti, titoli della nuova serie ordinaria, oltre ai buoni postali fruttiferi contraddistinti con la lettera “Q”, i cui moduli verranno forniti dal Poligrafico dello Stato, i buoni della precedente serie “P” emessi dal 1° luglio 1986. Per questi ultimi verranno apposti, a cura degli uffici postali, due timbri: uno sulla parte anteriore, con la dicitura “Serie Q/P”, l’altro, sulla parte posteriore, recante la misura dei nuovi tassi”.

In sintesi, con tale norma, è stato previsto che i buoni serie P emessi a far data dal 01.07.86 sono da considerarsi come buoni serie Q con obbligo di Poste Italiane ad applicare due timbri, uno fronte ed uno retro, serie Q/P con l’indicazione della misura dei nuovi tassi.

Il successivo art. 6 del suddetto D.M. ha previsto che a tutti i buoni ordinari precedenti alla serie Q, dal 01.01.87, si applicano i saggi di interesse previsti per la serie Q; solo per i buoni serie P emessi tra 01.01.86 e 30.06.86, tali interessi si applicano a partire dal 01.07.87.

  1. I buoni emessi dal 01.07.86 su moduli serie P (e serie O).

Nella prassi, gli uffici postali, a far data dal 01.07.86, hanno continuato ad emettere buoni serie P (ed in alcuni isolati casi anche serie O) applicando, nella maggior parte delle ipotesi, due timbri:

1- sul fronte del buono in alto a sinistra e in basso a destra recante “serie Q/P”;

2- sul retro del buono, nella maggior parte delle ipotesi sopra la tabella ivi stampigliata, recante “buono serie Q (o Q/P)” e i rendimenti dal 1° al 20° anno (8% dal 1° al 5° anno; 9% dal 6° al 10° anno; 10,50% dal 11° al 15° anno; 12% dal 16° al 20° anno).

In tali ipotesi, il problema che si è posto è la mancata diversa indicazione, a mezzo timbro, dei rendimenti dal 21° al 30° anno. Dato il chiaro tenore letterale dell’art. 5 D.M. 13.06.86, Poste Italiane, sovente, soccombe in giudizi analoghi essendovi un pacifico orientamento in proposito, specie da parte dell’Arbitro Bancario Finanziario, nel riconoscere che si applicano le condizioni riportate sul retro del buono laddove Poste non abbia applicato alcun timbro recante condizioni diverse (sfavorevoli ai consumatori, considerando che per “diverse” si fa riferimento alle condizioni dettate per i buoni serie Q dal citato decreto ministeriale).

Pertanto, in siffatti casi, dovrà trovare applicazione quanto riportato a tergo del titolo per il periodo dal 21° al 30° anno e cioè “più lire … per ogni successivo bimestre maturato fino al 31 dicembre del 30° anno solare successivo a quello di emissione”.

Buoni postale

Caso 1. Buono serie P di £.1.000.000 con timbratura a tergo serie Q/P e mancata indicazione diversi rendimenti dal 21° al 30° anno.

In altri casi Poste Italiane ha del tutto omesso l’applicazione a tergo del timbro serie Q e, di conseguenza, il beneficiario avrà diritto al riconoscimento di quanto indicato nella tabella stampigliata a tergo anche per il periodo dal 1° al 20° anno per il medesimo principio di cui sopra come da decisioni recenti dell’ABF su ricorsi presentati dall’Avv. Pierluigi Basile.

5.1 I moduli serie Q con la tabella stampigliata a tergo.

Una volta esauriti i moduli serie P e forniti i moduli serie Q, per un primo periodo, Poste ha mantenuto la tabella stampigliata a tergo.
In tali casi il contenzioso presso l’ABF è ad oggi favorevole a Poste Italiane sebbene numerosi siano i dubbi sollevati in proposito e all’esame di numerosi Tribunale e Corti d’Appello in tutt’Italia. Difatti l’ABF si limita a rigettare i ricorsi dei beneficiari di tali moduli dichiarando la propria incompetenza in materia fiscale sulla scorta della difesa di Poste Italiane che, in breve, ritiene che gli interessi che maturano annualmente debbano essere capitalizzati annualmente al netto della ritenuta fiscale. In realtà, tale operazione dovrebbe effettuarsi per i soli primi venti anni di “vita” del titolo. Ed infatti in molti sostengono che il calcolo effettuato da Poste Italiane diverga da quello effettivamente dovuto. In particolare, permarrebbero i problemi per i rendimenti dal 21° al 30° anno come di recente, e finalmente, stabilito dall’ABF in quella che rimane una pronuncia isolata ma che fa ben sperare in futuro per le ragioni dei sottoscrittori di titoli analoghi.

Buono postale

Caso 2. Buono serie Q su modulo aggiornato di Poste emesso, in genere, a partire dal 1988.

5.2 I moduli serie Q senza tabella stampigliata a tergo.

Per tali buoni, recanti a tergo la previsione del riconoscimento di un interesse semplice al tasso massimo raggiunto (12%) per il periodo tra il 21° e il 30° anno, è sconsigliabile ad oggi la proposizione di ricorsi sulla falsariga di quanto osservato nel precedente paragrafo. Viceversa, un reclamo a valere quale atto interruttivo dei termini della prescrizione è preferibile predisporlo per il tramite di un professionista esperto in materia.

buono postale

Caso 3. Buono serie Q di £.1.000.000 su modulo aggiornato serie Q, emesso per lo più a partire dagli anni ’90.

  1. La sorte dei buoni fruttiferi postali ante giugno 1986.

Per questa categoria di buoni, a seguito soprattutto della recente pronuncia della Suprema Corte di Cassazione, Sezioni Unite, n.3963/2019, i beneficiari dei titoli, per lo più appartenenti alle serie O e P, emessi quindi prima del 01.07.86, non hanno diritto al riconoscimento dei rendimenti e delle condizioni riportate sul retro dei titoli.

V’è tuttavia successiva giurisprudenza di merito che, secondo un iter logico-giuridico condivisibile, riconosce il diritto dei beneficiari di tali buoni a vedersi riconosciuti i rendimenti previsti a tergo dei titoli, limitatamente però al periodo intercorrente tra la data di emissione e l’entrata in vigore del D.M. 13.06.86, come sopra visto in sede di commento dell’art. 6 del D.M. del tesoro.

In particolare, i beneficiari di buoni serie O, nonché i beneficiari di buoni serie P emessi fino al 31.12.85, hanno diritto a vedersi riconosciuti i maggiori rendimenti previsti a tergo dei buoni fino al 1° gennaio 1987.

I beneficiari di buoni serie P, emessi tra 01.01.86 e 30.06.86, hanno diritto ai rendimenti recati a tergo dei titoli fino al 01.07.86. 

© Riproduzione riservata

NOTE:

[1] L’art. 4 del DM 13.06.86 così recita: “Con effetto dal 1° luglio 1986, è istituita una nuova serie di buoni postali fruttiferi distinta con la lettera “Q”, i cui saggi di interesse sono stabiliti nella misura indicata nelle tabelle allegate al presente decreto. Gli interessi sono corrisposti insieme al capitale all’atto del rimborso dei buoni; le somme complessivamente dovute per capitale ed interessi risultano dalle tabelle riportate a tergo dei buoni medesimi.”

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Pierluigi Avv. Basile

Dedico particolare attenzione alle tematiche inerenti il diritto bancario, il diritto del lavoro, specie in riferimento ai rapporti di pubblico impiego, il diritto assicurativo e l’infortunistica, la tutela del consumatore, la responsabilità medica, le procedure esecutive e di recupero crediti. Per contatti: Unione Nazionale Consumatori Cosenza Studio Legale Basile - avv.pierluigibasile@virgilio.it - avv.pierluigibasile@pec.it