Buoni fruttiferi Postali: come ottenere interessi maggiori

I buoni fruttiferi postali, una sentenza che condanna Poste Italiane a versare interessi maggiori: ecco i particolari

Una svolta al rimborso dei buoni fruttiferi emessi prima del 1986. Il Tribunale di Parma ha emesso una sentenza che ribalta quella di Cassazione. Con tale sentenza si è stabilito che Poste Italiane deve riconoscere gli interessi indicati sul retro del buono fino all’entrata in vigore del decreto ministeriale.

Buoni fruttiferi: la riduzione dei tassi non può essere retroattiva

Nel caso in cui il buono fruttifero postale riporta sul retro un tasso d’interesse maggiore di quello previsto dal decreto ministeriale, entrato in vigore in data successiva alla sua emissione, le Poste devono rimborsare gli interessi maturati in base a tale tasso fino all’entrata in vigore della riduzione dei tassi. Ciò è stato stabilito dal Tribunale di Parma con una recente sentenza, che ha ribaltato una delle ultime sentenze emesse delle Sezioni Unite della Cassazione, con la quale i giudici si erano espressi a favore di Poste italiane.

I giudici del Tribunale di Parma hanno stabilito, che le riduzioni dei tassi non possono essere applicate in modo retroattivo ed i possessori di Buoni Postali possono ottenere il tasso d’interesse riportato sul buono, almeno fino all’entrata in vigore del Decreto.

Buoni fruttiferi postali: il rifiuto di Poste Italiane al rimborso, condannato dall’ABF

Buoni fruttiferi postali: il caso in esame

Ai consumatori, possessori di buoni fruttiferi, alla presentazione allo sportello per il rimborso è stata rifiutata da Poste Italiane l’applicazione del tasso trascritto sul retro. Ciò in base al provvedimento DM 13/6/1986, che aveva ridotto notevolmente i tassi d’interessi dovuti ai possessori dei buoni.

La sentenza n. 3963/19 delle Sezioni Unite della Suprema Corte aveva affermato che il Decreto ministeriale del 1986 aveva efficacia retroattiva.

Buoni fruttiferi Poste Italiane: come recuperare interessi

Buoni fruttiferi postali: la sentenza

Il Tribunale di Parma, invece, in seguito a un ricorso presentato dall’avv. Giovanni Franchi, fa sentenziato che il decreto non ha efficacia retroattiva e quindi fino al 1 gennaio 1987, cioè, finché non è entrato in vigore il decreto, Poste Italiane devono riconoscere le somme calcolate in base al tasso scritto sul retro del buono stesso.

In conclusione, il tasso d’interesse stabilito alla sottoscrizione del BFP non sarà riconosciuto integralmente al risparmiatore.  Ma sicuramente percepirà un importo superiore a quello che Poste Italiane voleva riconoscere.

Buoni fruttiferi postali: i risparmiatori protestano per rendimenti più bassi di quelli indicati


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp

Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.