Buoni fruttiferi postali: rimborsi attivati per molti risparmiatori

Buoni Fruttiferi Postali: Poste Italiane condannata al rimborso degli interessi. Ecco in quali casi è possibile attivare la procedura di rimborso.

Buoni fruttiferi postali: molti risparmiatori in possesso di buoni della serie Q, che è la prima serie a cui Poste Italiane ha ribassato gli interessi, hanno vinto il contenzioso. Infatti le autorità stanno chiedendo a Poste Italiane di restituire gli interessi non versati, ma dovuti. Tutto questo pasticcio ha avuto inizio nel febbraio scorso in seguito alla sentenza della corte di Cassazione, che ha legittimato una condotta di Poste Italiane nell’abbassare il tasso di interesse dei buoni, con effetto retroattivo. In quanto il Codice postale del 1973 lo aveva consentito. Ma nel 1999 è stata abrogata la possibilità di estendere le variazioni dei rendimenti, sia in positivo che in negativo, ai buoni già emessi, ciò a protezione dei diritti dei consumatori.

Buoni fruttiferi postali: i risparmiatori colpiti dal ribasso

I risparmiatori che posseggono buoni sottoscritti prima del 1999 o prima del primo luglio del 1986, anno in cui è entrato in vigore il primo decreto ministeriale che ne declassava il rendimento, hanno poca speranza di poter recuperare gli interessi non percepiti.

Per chi invece ha sottoscritto buoni dopo il primo luglio 1986 potrebbe avere delle buone possibilità nel recuperare gli interessi spettanti. L’avvocato Marisa Costelli, delegata per Milano dell’associazione Konsumer Italia, ha dichiarato: “Dopo l’entrata in vigore del decreto le Poste avrebbero dovuto emettere buoni della serie Q. Ma per un po’ di tempo hanno continuato a utilizzare vecchi moduli delle serie O e P che indicavano tassi superiori ma – di fatto – non più applicabili. La legge consentiva alle Poste di utilizzare, fino a esaurimento, solo i buoni della serie P (e non quelli della serie O) a patto però che l’impiegato apponesse due timbri, uno sul fronte e uno sul retro”.

Poste Italiane quindi doveva apporre un timbro frontale che doveva riportare la seguente scritta “Serie P-Q” e sul retro i nuovi rendimenti fino al trentesimo anno. Invece Posta Italiane ha apportato solo i nuovi interessi ma non la rendita, ingannando i risparmiatori che hanno pensato che la rendita sarebbe stata la stessa, invece si son ritrovati a riscuotere, dopo 30 anni, una cifra molto inferiore rispetto alle loro aspettative.

Poste Italiane per essere in regola con l’emissione dei buoni, come riferisce l’avvocato Costelli, avrebbe dovuto realizzare tanti timbri quanti erano i tagli dei buoni, in quanto la rendita varia in base al capitale investito. Invece, poste italiane ha usato solo uno con gli interessi dei primi vent’anni, lasciando uguale quello per il rendimento dal ventunesimo anno fino al 31 dicembre del trentesimo dall’emissione. Per questo motivo si sono verificati tantissimi ricorsi. Al riguardo sia la Cassazione sia la Corte Costituzionale, hanno dichiarato che i buoni fruttiferi postali equivalgono a dei veri e propri contratti. L’Abf mette in primo piano il ruolo contrattuale dei buoni che, invece, le Sezioni Unite avevano messo in secondo piano.

Costelli ha seguito molti casi con sentenze positive per il risparmiatore, dove hanno recuperato anche ingenti somme di denaro. Ma non tutti i risparmiatori sanno della possibilità di poter reclamare, ma dobbiamo anche dire che ogni caso si differenzia dall’altro.

Chi può far reclamo e cosa bisogna verificare

Il risparmiatore per capire se ha la possibilità di ricorrere all’Abf o in via giudiziaria deve leggere con attenzione il buono fruttifero e controllare quanto segue:

  1. La data di emissione è anteriore al primo luglio 1986 : le possibilità di ricorso sono scarse;
  2. La data è posteriore, verificare quindi la serie, se è “O” è probabile che l’ABF dia ragione al risparmiatore in caso di contenzioso;
  3. Se la serie è “P” bisogna verificare che ci siano i due timbri: “P-Q” sul fronte e la tabella di tutti i nuovi rendimenti della serie Q, fino al trentesimo anno.

Tenendo conto che i rendimenti dei buoni fruttiferi postali degli anni ’80 erano molto alti, fare questo controllo potrebbe dare la possibilità di recuperare cifre importanti. Quindi consigliamo di rivolgersi ad un professionista esperto in materia, prima di inoltrare ricorso.

Buoni fruttiferi postali: come avviene il rimborso. Ecco cambia rispetto ai diversi buoni? Le novità

Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.